Presidente Tar Fvg, "caos nelle norme fa entrare politica nella giustizia"

Modica de Mohac di Grisì torna sulle polemica di ieri

(ANSA) - TRIESTE, 27 FEB - "In questo momento in Italia c'è un grande caos per me nelle norme e nelle istituzioni. Evidentemente molte norme sono interpretabili diversamente, e laddove c'è ambiguità nell'interpretazione della norma, è chiaro che poi può entrare il pregiudizio ideologico e politico, perché è chiaro che a quel punto, di fronte a un'eccessiva discrezionalità che nasce da una difficoltà di interpretazione uniforme del diritto, fa capolino l'ideologia, ciò che ognuno pensa". E quindi "entra la politica nella magistratura, cosa che non dovrebbe accadere: la politica è deleteria per la giustizia e per la magistratura". Lo ha detto oggi a Trieste il presidente del Tar Fvg Carlo Modica de Mohac di Grisì, a margine di un convegno, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle polemiche suscitate ieri dalle sue dichiarazioni. "La politica - ha detto ancora - va fatta nelle aule a ciò preposte, laddove si creano le leggi. Questa supplenza della magistratura, talvolta indotta dalla fragilità e dalla poca chiarezza delle norme, non giova assolutamente alla magistratura. La magistratura - ha detto - deve essere imparziale. Noi magistrati dobbiamo mettere da parte le nostre idee politiche, ognuno ha le proprie ed è ovvio che sia così, ma queste idee non devono entrare nel diritto". Modica ha spiegato che "forse ci sono troppi diritti contrastanti in Italia" ed ha fatto l'esempio dell'interesse e il diritto alla trasparenza e dell'interesse e il diritto alla riservatezza, palesemente in contrasto". Per il magistrato, "il legislatore non ha chiarito quando debba prevalere uno sull'altro e quando l'altro debba recedere". La conseguenza è che poi "in sede di interpretazione di applicazione della legge, entra la politica nella magistratura". E, smorzando la polemica, ha spiegato che "i casi sono innumerevoli: degli immigrati, della guerra più o meno pacifica, degli zingari, senza nessuna offesa. Ci vuole chiarezza nelle norme", ha insistito. "Non esistono solo diritti ma anche obblighi, per tutti noi", ha concluso. (ANSA).

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