Pestaggio in carcere, pm chiede 5 condanne per tortura nel processo bis

A quattro anni e sei mesi, il processo a Reggio Emilia

(ANSA) - BOLOGNA, 27 OTT - La Procura di Reggio Emilia ha chiesto di condannare a quattro anni e sei mesi, per concorso in tortura, i cinque agenti della polizia penitenziaria imputati in abbreviato nel filone bis del processo sul pestaggio ad un detenuto tunisino, avvenuto il 3 aprile 2023 in carcere. La pm Maria Rita Pantani ha chiesto anche l'esclusione delle attenuanti generiche, per la mancanza di scuse e per non aver fatto neppure un'offerta simbolica alla parte civile, come invece avvenuto nel processo principale. A febbraio 2025 si era infatti concluso il primo giudizio, sempre in abbreviato, per dieci agenti: sono stati tutti condannati ma l'ipotesi di tortura era stata riqualificata nel meno grave reato di abuso di autorità contro detenuto in concorso. La pena più alta era stata due anni. Nella seconda tranches ci sono imputati due degli agenti già condannati per falso più altri tre: sono difesi dagli avvocati Nicola Tria, Federico De Belvis, Alessandro Conti, Cosimo Zaccaria. Le parti civili sono il tunisino, difeso dall'avvocato Luca Sebastiani, l'associazione Antigone assistita dall'avvocato Simona Filippi, l'associazione Yairaiha, con l'avvocato Michele Passione e il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri. Dopo la pm, la discussione prosegue con parti civili e difese. (ANSA).

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