Pesce, Eva un thriller psicologico ambientalista che sfugge all'algoritmo

(ANSA) - ROMA, 21 APR - Un film "che non può essere rinchiuso in una scatola, è un thriller psicologico ambientalista, molto coraggioso, che sfugge all'algoritmo. Ha un forte elemento di mistero, e mette al centro il legame tra la donna e la natura". Così Edoardo Pesce, descrive con l'ANSA, Eva, l'opera seconda di Emanuela Rossi, che dopo il debutto all'ultimo Torino Film Festival, arriva in sala il 21 aprile (anche in occasione della Giornata della Terra del 22 aprile, ndr) distribuito da Courier Film, anche coproduttore insieme a Tarpini Production. Il film ha come protagonista l'attrice brasiliana Carol Duarte (già interprete de La chimera di Alice Rohrwacher) nei panni di Eva, una donna apparentemente senza passato che vive nella natura ed è ossessionata da voler salvare i più piccoli da un mondo sempre più devastato e inquinato. Una missione che su più piani di realtà, tra presagi, ricordi e presenze inquietanti, la pone al centro della misteriosa sparizione di alcuni bambini. Nella storia Pesce interpreta Giacomo, padre del piccolo Nicola (Tommaso Zoppi), che ospita Eva nel suo casale dopo averla trovata in una situazione di difficoltà. "Emanuela nella storia usa la metafora dei bambini, del futuro, e io e mi sono messo molto a servizio della storia - aggiunge Pesce -. Il mio personaggio, che in realtà è doppio, rappresenta anche l'ipocrisia del benessere, la difficoltà a fare la scelta giusta quando si ha un ruolo importante". Lui "che è un capofamiglia può rappresentare anche il riflesso di chi ci guida, di chi è al potere". Pesce, classe 1979, romano, vincitore di un David di Donatello e un Nastro d'argento per Dogman, lo ritroveremo presto anche in altri film che potrebbero debuttare a un festival, da Il rumore delle cose nuove di Paolo Genovese a L'uomo che poteva cambiare il mondo della belga Anne Paulicevich con Elio Germano. Cosa pensa dell'assenza di film italiani a Cannes? "E' un po' come per i mondiali… Ce la cantiamo e ce la suoniamo nel nostro orticello ma poi quando ti vai a confrontare con le realtà esterne i risultati non sono così buoni come ci si aspetterebbe. Trovo ci sia poco ricambio, non lo dico con livore, ma conosco tanti autori bravi, come Enrico Maria Artale, Fulvio Risuleo o anche la stessa Alice Rohrwacher ai quali si presta molta più attenzione all'estero. Con qualche eccezione, come ha dimostrato Le città di Pianura di Sossai". (ANSA).
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