Patteggiano a Milano i 'gestori' delle scommesse dei calciatori

Per cinque indagati pene tra 2 anni e 2 anni e 6 mesi e confische

(ANSA) - MILANO, 18 FEB - Hanno patteggiato a pene comprese tra i due anni e i due anni e 6 mesi davanti alla gup di Milano Giulia Masci le cinque persone che erano state arrestate con i domiciliari nel maggio 2025 nell'inchiesta dei pm Roberta Amadeo e Paolo Filippini e della polizia giudiziaria della Gdf sul "sistema" di scommesse clandestine che aveva coinvolto anche una dozzina di calciatori di serie A. Con i patteggiamenti sono stati anche già recuperati poco meno di 800mila euro rispetto alla confisca disposta per un totale di 1,5 milioni di euro, tra conti e immobili. Tra gli indagati Tommaso De Giacomo e Patrik Frizzera, che erano accusati di essere i presunti gestori del "sistema", hanno patteggiato rispettivamente 2 anni e 3 mesi e 2 anni con le pene già convertite in lavori di pubblica utilità e con la revoca di tutte le misure cautelari, come richiesto anche dal loro legale, l'avvocato Vincenzo Scarano. Hanno patteggiato 2 anni e 6 mesi, poi, i tre indagati che erano accusati di riciclaggio, ossia Antonio Scinocca e Antonino Parise, legale rappresentante e socio di Elysium Group, gioielleria milanese finita al centro dell'indagine, e Andrea Piccini, ex socio. Nelle carte dell'indagine erano saltati fuori i nomi di calciatori di serie A, tra cui Nicolò Fagioli, Nicolò Zaniolo, Sandro Tonali, Alessandro Florenzi, Mattia Perin, Wes McKennie, Raoul Bellanova e Samuele Ricci. Sarebbero stati i tre della Elysium, accusati di riciclaggio, a simulare "la vendita" di "orologi" di lusso, a volte con "emissione di fatture" a giustificazione. Poi, avrebbero ricevuto sui conti bonifici, "a copertura dei debiti contratti dai giocatori", così riciclando i soldi delle puntate per centinaia di migliaia di euro. Mentre Frizzera e De Giacomo sarebbero stati al centro del meccanismo basato anche sul "passaparola" per far scommettere i calciatori, soprattutto su poker on line ma anche su eventi sportivi. Non scommettevano sulle loro partite. Intanto, i calciatori indagati stanno uscendo dal procedimento con le "oblazioni", ossia pagando una sanzione pecuniaria, salvo un paio di posizioni che, in realtà, avevano già versato nell'originaria inchiesta torinese, poi trasmessa a Milano. Solo Fagioli e Tonali, che hanno in più anche l'accusa di aver pubblicizzato con altri compagni di squadra e non quelle piattaforme illecite e non solo di aver scommesso illegalmente, dovrebbero percorrere la strada del patteggiamento, non essendo possibile l'oblazione con quelle contestazioni. (ANSA).

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia