Omicidio di Cinzia Pinna, Ragnedda davanti al gup di tempio Pausania

(ANSA) - TEMPIO PAUSANIA, 13 LUG - Si è aperto questa mattina nel tribunale di Tempio Pausania il procedimento davanti al gup sull'omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa la notte tra l'11 e il 12 settembre del 2025 con tre colpi di pistola al volto dall'imprenditore del vino Emanuele Ragnedda all'interno della sua tenuta di Concaentosa, tra Palau e Arzachena, in Gallura. Ragnedda, presente in aula accompagnato dalla polizia penitenziaria, deve rispondere di omicidio volontario aggravato da crudeltà, motivi abbietti e sevizie, occultamento di cadavere, calunnia e cessione di cocaina. A costituirsi parte civile sono stati i familiari della vittima, assistiti dagli avvocati Antonella e Nino Cuccureddu, e il manutentore Luca Franciosi, rappresentato da Maurizio e Nicoletta Mani. Durante la primissima fase delle indagini Ragnedda - che si trova in carcere a Sassari perché reo confesso - chiamò in causa Franciosi, accusandolo di essersi occupato di aver fatto sparire e nascosto il corpo della donna, ritrovato dodici giorni dopo l'omicidio vicino ad un albero all'interno della vasta tenuta. Per la pm della Procura di Tempio, Noemi Mancini, quanto affermato dall'imprenditore di Arzachena sarebbe una calunnia. A non costituirsi invece parte civile è, a sorpresa, la ex compagna del reo confesso, Rosa Maria Elvo, inizialmente indagata per favoreggiamento e poi uscita completamente dalla vicenda. "Dal capo di imputazione che abbiamo ricevuto e dal fascicolo processuale non emergono elementi tali da poterci costituire parte civile nei confronti di Ragnedda - ha dichiarato il legale della donna, Francesco Furnari - Non c'era nulla per cui la signora Elvo potesse essere additata come la dama nera o come un personaggio capace di potersi rendere responsabile delle condotte che impropriamente una parte dei media le hanno addebitato". I difensori di Ragnedda, Luca Montella e Gabriele Satta, avrebbero tra le mani i primi risultati della consulenza dello specialista Dario Radaelli e del professore universitario, Ernesto D'Aloja, risultati che a loro avviso potrebbero confermare la tesi dell'imprenditore, ossia di aver subito un'aggressione da parte di Cinzia Pinna poco prima dei colpi di pistola. (ANSA).
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








