Neonati sepolti, la difesa di Chiara 'va assolta perché incapace'

(ANSA) - PARMA, 17 SET - Chiara Petrolini non è imputabile per incapacità di intendere e volere al momento dei fatti e per questo va assolta. Lo ribadisce, come sostenuto nel processo di primo grado, la difesa della studentessa di Traversetolo, impugnando la sentenza di primo grado della Corte di assise di Parma che ha condannato la ragazza a 24 anni e tre mesi per il caso dei due figli neonati, sepolti nel giardino di casa. Depositando l'atto d'appello, l'avvocato Nicola Tria e il nuovo difensore, Guglielmo Gulotta, chiedono di rinnovare l'istruttoria dibattimentale, con l'acquisizione di un supplemento di consulenza neuropsicologica ed eventualmente di disporre un'eventuale nuova perizia psichiatrica: quella in Corte di assise aveva concluso per la piena capacità dell'imputata. La nuova consulenza di parte si avvale anche del contributo del professor Giuseppe Sartori, oltre a quella di Pietro Pietrini e Alessandra Bramante. Per i consulenti "le operazioni mentali di Chiara Petrolini, risultano gravemente deficitarie e suscettibili di ulteriore collasso nella condizione eccezionalmente stressante del parto". La difesa, poi, nel caso in cui non si ritenga sussistente un vizio totale di mente, previa riqualificazione giuridica del fatto contestato nella diversa fattispecie di omicidio colposo oppure infanticidio, chiede una riduzione di pena. La Procura di Parma ha fatto invece appello contro l'assoluzione della ragazza per l'omicidio del primo figlio. La giovane di Traversetolo era stata infatti condannata per aver assassinato, con premeditazione, il secondogenito, mentre, per i giudici di primo grado, mancano le prove che il primo fosse nato vivo. I pm hanno insistito anche nel chiedere il riconoscimento della soppressione di cadavere per entrambi: la sentenza aveva riqualificato il secondo episodio nel meno grave occultamento. (ANSA).
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