Nel 1916 un tenentino di 19 anni conquistò Gorizia quasi da solo

(di Francesco De Filippo) (ANSA) - TRIESTE, 06 FEB - I libri di storia scrivono che la cavalleria italiana con il grosso del VI Corpo d'Armata entrò a Gorizia il 9 agosto 1916 conquistandola agli austriaci. L'orologio andrebbe anticipato di 24 ore perché un tenente di 19 anni, Aurelio Baruzzi, l'8 agosto quasi da solo aveva già conquistato la città con una incredibile impresa. Che gli valse l'unica medaglia d'oro al valor militare conferita a persona vivente. A ricordare questa vicenda, pubblicata da Il Goriziano, è un esperto funzionario di Polizia, Giuseppe Colasanto, impegnato in passato in Bosnia-Herzegovina, Kosovo, Albania, Libia, Giordania e Libano, appassionato di storia. Baruzzi, nato a Luco di Romagna il 9 gennaio 1897, aveva la stessa audacia del più noto suo concittadino, Francesco Baracca: volontario, è nei ranghi delle quattro divisioni incaricate di conquistare Gorizia. All'alba del 6 agosto 1916 sotto la guida di Cadorna centinaia di cannoni aprono il fuoco e migliaia di uomini, protetti dai camminamenti costruiti nei mesi precedenti, in 40 minuti conquistano il Sabotino. Più a valle, dopo un primo tentativo, il tenente Aurelio Baruzzi due giorni dopo, con soli 4 uomini, arriva al sottopasso ferroviario di Lucinico che conduceva a Podgora e irrompe prendendo di sorpresa due ufficiali austro-ungarici che, in un approssimativo tedesco, minaccia: "Siete circondati! Deponete le armi!". Dentro, però, ci sono 200 militari austro-ungarici, ma hanno i fucili nelle rastrelliere. Baruzzi fa bloccare le uscite e fa subito chiedere rinforzi. Arriverà dopo 15 lunghissimi minuti un Reparto di Zappatori, che raduna i duecento soldati e li fa prigionieri. Non soddisfatto, Baruzzi si infila in un camminamento verso Gorizia, espone un bandierone tricolore per evitare il fuoco amico e si tuffa nell'Isonzo pur non sapendo nuotare, seguito da qualche decina di commilitoni. La difesa austriaca è praticamente sbaragliata quando viene colpito a morte il comandate locale, così Baruzzi con i suoi costringe gli austriaci ad arretrare e conquista la stazione ferroviaria. E' il pomeriggio dell'8 agosto quando, issato il Tricolore, il tenente entra in una osteria del Corso in una Gorizia semi deserta. Poi, si spinge fin quasi al teatro Verdi con l'idea di chiudere in una sacca gli austriaci, ma dall'alto arriva l'ordine di tornare indietro. La notte dell'8 agosto, il Comando generale austriaco si ritira e il giorno dopo le truppe italiane entrano in città. Giorni dopo, Baruzzi incontrerà il Duca d'Aosta e gli spiegherà che avrebbe voluto circondare il nemico. "Siamo stati talmente presi di sorpresa anche noi dalla sua iniziativa - gli dirà il Duca d'Aosta - che non avevamo truppe di rinforzo da inviare". (ANSA).
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