Morte Ungari, nuova istanza in Procura, 'Dna e reperti da riesaminare'

(ANSA) - ROMA, 01 LUG - "Dagli elementi emersi in queste settimane abbiamo ulteriori certezze sul fatto che il professore Paolo Ungari non è morto per un incidente. Presto presenteremo un'integrazione in Procura, a Roma, alla richiesta di riapertura delle indagini". È quanto annuncia Fabia Bettini, figlia della vedova del docente trovato morto nel settembre del 1999 nella Capitale. L'uomo venne trovato privo di vita il 6 settembre di 27 anni fa nel vano dell'ascensore di un palazzo in piazza d'Ara Coeli, dove si trovava la sede della Lega internazionale per i diritti umani (Fidh), di cui il professore era presidente onorario. All'attenzione dei pm di piazzale Clodio già da alcuni mesi c'è un atto in cui i familiari chiedono di far ripartire con le indagini. "Abbiamo saputo, grazie a fonti terze, che ci sono ancora a disposizione ed è possibile analizzare dei reperti dell' epoca: è stata trovata una striscia di sangue che era stata individuata all'epoca dei fatti al pian terreno del palazzo e su questa ora si potrà fare l'esame del Dna - prosegue Bettini -. Inoltre potrà essere fatto un esame tossicologico sugli organi di Ungari che sono ancora presso gli istituti di medicina legale della Sapienza e di Tor Vergata e che all' epoca non furono fatti. Purtroppo non sono stati trovati gli indumenti che Paolo indossava quel giorno perché e' emerso che il medico legale dell'epoca li fece bruciare senza neanche chiedere l'autorizzazione ai parenti e al pm". Nell'integrazione all'istanza il team legale dei familiari a cui si e' aggiunto anche l'avvocato Franco Coppi, porrà all'attenzione degli inquirenti anche nuovi elementi sull'orario della morte di Ungari. "La ricostruzione fatta all'epoca dei fatti è del tutto errata. Da una rilettura delle carte e dall'analisi di una serie di documenti, l'orario della sua morte deve essere spostato di almeno un'ora e mezza in avanti il che cambia completamente lo scenario. Inoltre non è stato mai sentito un testimone che ha riferito di avere assistito ad un litigio tra Ungari e Bandiera a causa di alcuni ammanchi sui fondi della lega" afferma Bettini aggiungendo che sono state chieste alla Luiss di cui Ungari è stato anche Preside di facoltà informazioni "per ricostruire l'agenda del viaggio che Ungari fece per conto dell'università in Colombia e dove aveva acquisito documenti mai più trovati. La sua borsa venne ritrovata pressoché vuota". I familiari inoltre sono in attesa di conoscere la risposta a un'interrogazione parlamentare presentata da Roberto Morassut del Pd in cui si chiede di avere informazioni "in relazione al ruolo di Ungari e in particolare se lavorasse come analista per i servizi segreti o stesse lavorando su qualche dossier". (ANSA).
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