'Morte Fakir crimine contro umanità', dal Marocco la moglie chiede giustizia

(ANSA) - BOLOGNA, 23 LUG - "Lo hanno giustiziato. Questo è un crimine contro l'umanità, un crimine terribile. Oggi è toccato a lui, domani potrebbe succedere ai nostri figli". "Non ha fatto niente di male ed è morto così". Le voci della zia e della moglie di Abderrahim Fakir arrivano dal Marocco e chiedono "giustizia" per il 42enne morto durante un intervento di polizia, domenica scorsa in via Svevo al Pilastro di Bologna. Intervistate dall'emittente marocchina Chouftv, le due donne non si danno pace. "Io conoscevo bene mio marito, eravamo sposati da 13 anni - dice la moglie - era una persona normale e l'hanno ammazzato così, senza motivo". In un servizio della tv marocchina circolato anche sui social la donna, con una veste bianca e il velo dello stesso colore, è in casa sua e mostra alcuni abiti che Fakir aveva spedito in Marocco, dove si preparava a passare le vacanze, proprio questo mese. "Quello che è successo non è giusto - insiste la donna - non è normale, nessuno lo ha aiutato". "Lo hanno ucciso, hanno ucciso nostro figlio - aggiunge in un'altra intervista la zia di Fakir - e noi non li perdoneremo. Lo hanno ucciso come un cane". E punta il dito contro l'utilizzo da parte dei due poliziotti dello spray al peperoncino. Afferma: Abderrahim "è soffocato, è morto violentemente, è stato un crimine". Infine, la donna chiede che sia fatta giustizia: "Abderrahim è nostro figlio, è un figlio del Marocco, ma è anche un figlio vostro e della comunità estera. Quello che oggi è successo a lui, domani potrebbe accadere ai nostri figli". (ANSA).
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