Morta 30 anni fa a Cagliari, perizia Ris scagiona l'ex fidanzato e unico indagato

(ANSA) - CAGLIARI, 29 GEN - Non è dell'ex fidanzato il Dna recuperato sul capello e sugli slip di Manuela Murgia, la ragazza di 16 anni trovata morta a Cagliari, nel canyon della necropoli di Tuvixeddu, il 5 febbraio 1995 e il cui caso fu inizialmente chiuso come suicidio e poi riaperto il 30 marzo dello scorso anno dopo le ripetute richieste arrivate dai familiari della vittima. Nel registro degli indagati per omicidio volontario è così finito il nome di Enrico Astero, oggi 54enne. Questa mattina davanti al giudice per le indagini preliminari Giorgio Altieri, si è tenuto l'incidente probatorio nel quale sono stati presi in esame i risultati delle analisi condotte dai carabinieri del Ris di Cagliari nominati dal gip per recuperare e poi comparare tracce di Dna trovate sugli indumenti della ragazza. Presenti all'udienza, il medico legale Roberto Demontis, l'indagato accompagnato dall'avvocato Marco Fausto Piras e il loro consulente, l'ex generale del Ris di Parma Luciano Garofano; il fratello e le sorelle di Manuela, con gli avvocati Giulia Lai e Bacchisio Mele e il consulente da loro nominato, il genetista dell'Università di Tor Vergata Emiliano Giardina. Dagli accertamenti condotti dagli specialisti dei carabinieri, su cui si sono confrontati i consulenti, è emerso che il Dna prelevato dal capello trovato nella busta degli indumenti dopo l'autopsia e quello recuperato sugli slip non è di Enrico Astero. Saranno necessari ulteriori accertamenti per stabilire a chi appartengono, la stessa ricerca verrà estesa anche sul campione di Dna femminile individuato nel pantalone di Manuela. "E' la fine di un incubo - ha detto ai giornalisti Enrico Astero, concluso l'incidente probatorio - In tutto questo periodo non sono stato bene. Non sto dormendo, sono provato. Aspetto che finisca tutto definitivamente, ma io non c'entro assolutamente niente, sono proprio estraneo ai fatti". Davanti ai gip si è discusso anche di eventuali tracce di una violenza sessuale che la vittima avrebbe subito prima dell'omicidio e su questo elemento le posizioni di parte civile e consulente della difesa non collidono. Secondo Garofano non ci sarebbe stato alcuno stupro, per Giardina invece dagli accertamenti questa ipotesi non è stata esclusa completamente. Adesso il caso tornerà nelle mani del pm Guido Pani che dovrà decidere come procedere. Tra le strade possibili, oltre a una nuova archiviazione dopo le due precedenti, c'è quella di una nuova perizia che possa chiarire una volta per tutte come è morta la ragazza. "Siamo nuovamente al punto di dover approfondire - ha commentato con i giornalisti Elisa, sorella di Manuela - Nessuno ha la certezza di quello che è accaduto, sono tutte ipotesi. Sicuramente servono altre comparazioni. Se sarà necessario si allargherà il campo, ed è quello che auspichiamo. Per noi - ha chiarito - è una partita ancora aperta". (ANSA).
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