Minacce a don Patriciello, assolto il suocero del boss

(ANSA) - CASERTA, 23 OTT - Vittorio De Luca, il 75enne suocero del boss di Caivano Domenico Ciccarelli, è stato assolto dall'accusa di minacce aggravate dal metodo mafioso nei confronti di don Maurizio Patriciello, parroco della Chiesa di San Paolo Apostolo al Parco Verde, e di Bruno Mazza, responsabile dell'associazione «Un'infanzia da vivere». La sentenza è stata emessa dal tribunale di Napoli Nord, che il 9 ottobre scorso aveva condannato De Luca a tre anni di carcere per stalking con l'aggravante del metodo mafioso in relazione all'episodio avvenuto il 28 settembre 2025, quando il 75enne consegnò a don Maurizio un proiettile avvolto nella carta mentre il prete distribuiva l'Eucaristia. La vicenda per cui invece De Luca è stato assolto avvenne nell'aprile 2022, quando il 75enne affisse un pannello all'inferriata adiacente al cancello pedonale della parrocchia di San Paolo Apostolo, con la scritta «Bla Bla Pe Mo»; una scritta ritenuta minatoria verso il sacerdote perché collegata ad un grave atto intimidatorio subito poche settimane prima da don Patriciello, ovvero l'esplosione di un ordigno collocato davanti al cancello della Chiesa. Il coinvolgimento di Mazza come parte offesa avvenne perché il responsabile di «Un infanzia da vivere», associazione componente del «Comitato di Liberazione dalla Camorra area nord di Napoli» di cui don Patriciello è stato uno dei fondatori, indicò, su una chat del Comitato, il 75enne De Luca come autore della scritta; questi così, come sostenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che avviò le indagini, minacciò in un luogo pubblico e davanti altre persone Mazza urlando «ti uccido, ti uccido, ti do tre mesi di tempo, se ti uccido ora ti devo pagare». Accuse contestate in tre capi di imputazione che però non hanno retto in giudizio, dove De Luca, nonostante la richiesta di pena di due anni e quattro mesi avanzata dal pm della Dda di Napoli è stato assolto per il «ne bis in idem» relativamente al capo A, ovvero per il divieto di essere giudicato due volte per lo stesso fatto (De Luca era già stato assolto per minacce nei confronti di don Patriciello) e perchè il fatto non sussiste (capi B e C). Il difensore di De Luca, l'avvocato Gabriele Roberto Cerbo, spiega che questa «sentenza di assoluzione è molto importante rimette in discussione la condanna della settimana scorsa, e sarà sicuramente oggetto dei motivi di appello che presenteremo contro quella sentenza». (ANSA).
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