Medici famiglia, '575 milioni di ricette nel 2025, nodo è l'appropriatezza'

(ANSA) - VILLASIMIUS, 08 OTT - Nel solo 2025 i medici di medicina generale hanno prodotto oltre 575 milioni di ricette, per un valore di circa 10 miliardi di euro di spesa farmaceutica lorda convenzionata, in crescita rispetto ai 9,7 miliardi del 2024, a fronte di un numero molto simile di ricette. "Sono cifre che restituiscono la dimensione del lavoro quotidiano svolto sul territorio e mostrano come il medico di famiglia sia il principale punto di riferimento delle esigenze di salute del paziente. Ma allo stesso tempo deve garantire il mantenimento dei conti senza sforare i tetti di previsione della spesa". A spiegarlo a margine del congresso nazionale della Fimmg a Villasimius è Walter Marrocco, coordinatore dell'Area scientifica del principale sindacato dei medici di medicina generale. Dietro quel quasi mezzo miliardo di prescrizioni ci sono soprattutto farmaci, ma anche decisioni cliniche che incidono sull'intero percorso di cura. Il punto è come valutare una prescrizione. E qui, secondo Marrocco, serve un cambio di prospettiva: "Dobbiamo passare dall'appropriatezza della singola prescrizione all'appropriatezza dell'intero percorso di cura. Valutare una prescrizione solo sulla base del suo costo significa adottare una scorciatoia contabile". Un approccio diverso consiste nel "superare una logica per compartimenti separati e considerare le ricadute di una scelta terapeutica sulla prevenzione, sulle complicanze e sulle ospedalizzazioni". L'obiettivo, sostiene il sindacato, è spostare l'attenzione da una valutazione puramente ragionieristica alla quantità di salute prodotta. Il farmaco, in questa prospettiva, non viene misurato soltanto per il suo costo, ma anche per gli eventi che può contribuire a evitare. Ma la questione coinvolge anche il rapporto con il paziente e le sue aspettative. "Il medico deve recuperare in autorevolezza il riconoscimento di questa funzione sia verso il Servizio sanitario che verso i cittadini", conclude Marrocco. (ANSA).
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