L'Università di Torino ascolta i lemuri nella foresta pluviale con l'Ia

E' stato adattato un algoritmo nato per riconoscere gli uccelli

(ANSA) - TORINO, 01 APR - Un algoritmo nato per riconoscere il canto degli uccelli è in grado di ascoltare anche i lemuri. È quanto dimostra un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Integrative Zoology e condotto dall'Università di Torino, utilizzando l'intelligenza artificiale per monitorare automaticamente le vocalizzazioni di due specie simbolo della biodiversità del Madagascar: Indri indri e Varecia variegata, entrambe fortemente minacciate dalla perdita di habitat. La ricerca si è svolta nella foresta di Maromizaha, dove tra il 2020 e il 2023 sono state raccolte oltre 55.000 registrazioni acustiche, grazie a registratori automatici installati nel cuore della foresta pluviale, funzionanti 24 ore su 24 per tutti i giorni dell'anno, consentendo di documentare la presenza e l'attività degli animali anche in momenti in cui l'osservazione diretta è difficile o impossibile, come la notte. Ciò ha consentito modalità non invasive, riduzione di tempi e di costi, potendo evitare personale sul campo tutto l'anno e nelle fasce orarie più critiche, come la notte o l'alba. Per analizzare questa grande quantità di dati, i ricercatori hanno adattato ai lemuri BirdNet, una rete neurale convoluzionale sviluppata originariamente per il riconoscimento dei suoni degli uccelli. L'accuratezza è risultata superiore al 90%. "Dimostriamo che un sistema open source basato sul deep learning può essere impiegato con successo dall'ornitologia alla primatologia", spiega la ricercatrice Daria Valente. Sviluppare da zero una rete neurale richiederebbe competenze specialistiche e potenza di calcolo spesso difficili da reperire proprio nei Paesi che ospitano la maggiore ricchezza di biodiversità. "Utilizzare una piattaforma open source già esistente, ha permesso di abbattere queste barriere, favorendo un trasferimento di competenze tecnologiche", aggiunge Valeria Ferrario, tra le autrici dello studio. Grazie all'analisi di tre anni di registrazioni, i ricercatori hanno osservato che l'indri è attivo soprattutto nelle prime ore del mattino, mentre il vari bianconero presenta un secondo picco di attività nel tardo pomeriggio. (ANSA).

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