Luisa Impastato agli studenti, 'la mafia si combatte con la cultura'

La nipote di Peppino ospite delle Giornate Cataldiane della scuola a Taranto

(ANSA) - TARANTO, 04 MAG - Una lezione di coraggio e libertà ha animato oggi il Teatro Fusco di Taranto. Nell'ambito delle Giornate Cataldiane della scuola, gli studenti delle secondarie superiori hanno partecipato all'incontro 'La mafia non è musica', un reading che ha intrecciato il racconto della lotta a Cosa Nostra alle note di un quartetto d'archi. Ospite d'eccezione Luisa Impastato, nipote di Peppino e Felicia, che ha portato la testimonianza della famiglia e la storia del giornalista ucciso dalla mafia nel 1978. L'incontro è stato introdotto da monsignor Emanuele Ferro, parroco della chiesa di San Cataldo e portavoce della Diocesi. "La storia di Peppino è la storia di una scelta. Ha dimostrato che si può vivere da uomini liberi nonostante i condizionamenti familiari: è questo il messaggio più importante per le nuove generazioni", ha spiegato Luisa Impastato. "La mafia - ha aggiunto - si combatte con la cultura, l'educazione e vincendo l'indifferenza. Pur non avendolo conosciuto, dai racconti emerge un ragazzo di un'intelligenza straordinaria e con un amore per la propria terra tale da non accettare che venisse martoriata". L'iniziativa, sostenuta dal Comune di Taranto, ha offerto un momento di riflessione civile. "Abbiamo ascoltato una storia - ha sottolineato don Emanuele Ferro - che ci ricorda l'impegno, la testimonianza di questa vittima di mafia ancora attuale per i ragazzi. In questo contesto si inserisce la proposta che facciamo alla scuola, quella di disarmare le parole. L'annuncio di San Cataldo, del Vangelo nella nostra terra, non è innocuo, ma capace di cambiare il mondo intorno a sé e creare una cultura nuova". (ANSA).

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