Locatelli, 'il welfare che cambia parte dai territori e dal progetto di vita'

(ANSA) - ROMA, 22 SET - "Con il progetto di vita intendiamo spingere il cambiamento, per costruire insieme alla persona le risposte migliori ai suoi bisogni a partire dai suoi desideri e dalle sue aspirazioni. La rete territoriale è fondamentale per creare nuove opportunità e oggi sono stati presentati progetti e iniziative che possono diventare buone pratiche, spunti di riflessione e modelli per tutti". Lo ha detto la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli al convegno "Il welfare che cambia - Il progetto di vita anima il territorio", promosso dalla stessa ministra, che si è svolto oggi alla Tenuta Il Nuovo Bosco di Novedrate, in provincia di Como. L'appuntamento ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, enti locali, associazioni, mondo del Terzo Settore e famiglie sul ruolo dei territori nella costruzione di risposte sempre più personalizzate e integrate per le persone con disabilità. "Il nuovo approccio al tema della disabilità richiede - ha aggiunto Locatelli - un nuovo sguardo per vedere in ogni persona le potenzialità senza fermarsi ai limiti, si tratta di una sfida che riguarda tutti. Grazie alle associazioni, agli Enti del Terzo Settore, alle stesse famiglie e alle persone con disabilità il welfare sta già cambiando e dobbiamo essere determinati a proseguire in questa direzione, per non lasciare nessuno indietro, per evitare la frammentazione dei sostegni e per mettere la persona al centro". "I diversi contributi, sia a livello nazionale che locale, hanno dato valore al confronto e ci hanno permesso di conoscere esperienze concrete, percorsi già avviati e buone pratiche che possono diventare patrimonio comune - ha sottolineato Locatelli -. Il valore di questi momenti di incontro sta proprio nella possibilità di mettere in rete competenze, esperienze e visioni diverse. I relatori e le tante realtà hanno dimostrato quanto sia importante partire dai territori, ascoltare le persone e costruire risposte capaci di adattarsi alle diverse esigenze e aspirazioni. Condividere le buone pratiche significa creare nuove opportunità, rafforzare le reti e accompagnare i territori nel cambiamento culturale che la riforma della disabilità ci chiede di realizzare". (ANSA).
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