Libera, 'nel 2025 aumenta gioco d'azzardo, oltre 165 miliardi di euro +5%'

(ANSA) - ROMA, 17 APR - ll grande affare del gioco d'azzardo non si ferma né rallenta. Si continua a giocare tanto, ci si indebita con ripercussioni sociali, economiche e sanitarie. A confermarlo sono i dati ufficiali del Ministero dell'Economia elaborati da Libera che mostrano una crescita costante. Nel 2025 si è "giocato" la cifra di 165 miliardi e 344 milioni di euro + 5% rispetto il 2024 . Solo sul online si è giocato una cifra pari a 100 miliardi e 880 milioni di euro in crescita +9% rispetto lo scorso anno quando erano 92 miliardi e 102 milioni online In numeri assoluti, in testa alla classifica di chi spende più in azzardo troviamo una regione del Nord, la Lombardia, con 26 miliardi di euro . Seguono la Campania con 21 miliardi e 562 milioni il Lazio con 17 miliardi e 449 milioni e la Sicilia con 16 miliardi e 231 milioni "L'aumento vertiginoso del gioco d'azzardo in Italia, certificato dagli ultimi dati del Ministero dell'Economia- commenta Libera- è un segnale gravissimo. E' l'indicatore di una deriva sociale che sta divorando intere comunità, impoverendo famiglie, ampliando le disuguaglianze e offrendo nuovi spazi di profitto alle organizzazioni criminali. Ogni euro speso in azzardo è un euro sottratto alla dignità, alla cura, all'educazione, alla possibilità di costruire futuro.Serve una svolta immediata e radicale. Serve una politica che abbia il coraggio di dire basta. Serve una strategia nazionale che riduca drasticamente l'offerta, limiti la pubblicità, protegga i territori, sostenga chi è caduto nella dipendenza e restituisca centralità alla salute pubblica. Non è accettabile che interi quartieri diventino casinò a cielo aperto. Non è accettabile che la disperazione diventi un modello di business. Non è accettabile che lo Stato consideri l'azzardo una voce di bilancio." Secondo il dossier Azzardomafie di Libera analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia, pubblicate tra il 2010 e il 2024, risultano 147 clan censiti che hanno operato in attività di business sia illegali che legali, con il coinvolgimento di 25 Procure Antimafia. (ANSA).
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