Legale famiglia di 17enne ucciso, 'imputati facciano ritrovare le armi'

Avvocato Ciampolini: 'Zero collaborazione per ricostruire l'accaduto'

(ANSA) - FIRENZE, 02 FEB - "Da parte nostra, parlo per la parte civile, l'impianto accusatorio viene confermato in maniera solida anche nell'udienza di oggi. Alla domanda se risultava che il povero Maati avesse accennato a difendersi, è stato detto di no. Inoltre ad oggi, non sono state ritrovate le armi" dell'aggressione, verosimilmente coltelli. Lo afferma l'avvocato Filippo Ciampolini, legale della famiglia di Maati Moubakir, il 17enne di Certaldo (Firenze) ucciso dopo la discoteca la notte del 29 dicembre 2024 a Campi Bisenzio. Oggi nuova udienza, la terza, del processo in corso all'aula bunker di Santa Verdiana davanti alla corte di assise. Ciampolini assiste la famiglia di Maathi insieme al collega Umberto Schiavotti. "A un anno di distanza dalla carcerazione cautelare, al di là di lettere scritte, che sono un fatto importante ma marginale - aggiunge - la disponibilità nell'aiutare gli investigatori a capire quale è stata l'effettiva realtà" di quella notte "e a recuperare le armi che sono state oggetto dell'aggressione, è pari a zero". C'erano in aula anche oggi i genitori e la nonna materna di Maati. Questa mattina sono stati ascoltati quattro testi, altri sette saranno sentiti lunedì prossimo. Il calendario potrebbe essere 'accorciato', con conseguente accelerata del processo. Pure durante l'udienza sono state ripercorse le varie fasi di quanto accaduto il 29 dicembre di due anni fa, dalla colluttazione all'accoltellamento plurimo del 17enne. Maati ricevette più coltellate fra cui quella al cuore oltre ad essere percosso con bastoni e caschi. Cinque gli imputati: Francesco Pratesi, 19 anni; Denis Mehmeti, 21; Diego Voza, 19; Denis Alexander Ekani Effa, 21; Ismail Arouizi, 23 anni: per tutti loro l'accusa è di concorso in omicidio volontario aggravato dall'aver agito per futili motivi e dalla crudeltà. (ANSA).

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