L'avvocato dei Fioravanti: "Con diagnosi Valeria poteva sopravvivere"
"E' stato specificato che, sebbene per questo tipo di patologia la mortalita' vari tra il 30% e l'80%, esiste comunque una possibilita' di sopravvivenza compresa tra il 70% e il 20%. Una mancata diagnosi tempestiva ha impedito a Valeria di rientrare in quel range di pazienti che si salvano. Il punto e' proprio questo: una diagnosi precoce probabilmente non l'avrebbe salvata con certezza, ma avrebbe potuto inserirla tra coloro che hanno una possibilita' di sopravvivenza". Lo ha dichiarato l'avvocato della famiglia Fioravanti, Andrea Thau, al termine dell'udienza del processo sulla morte di Valeria Fioravanti il 10 gennaio 2023 per una meningite batterica non diagnosticata in tempo, che vede imputati tre medici, uno del Policlinico Casilino e due dell'Ospedale San Giovanni. Mentre il padre di Valeria, Stefano Fioravanti, ha commentato: "Hanno confermato che mia figlia aveva una possibilita', forse piu' di una, di essere salvata. Devono ammettere di non aver fatto cio' che era necessario".
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