L'alta moda da sogno di Antonio Grimaldi a Palazzo Besso

(di Patrizia Vacalebri) (ANSA) - ROMA, 26 GEN - Arte e alto artigianato convivono nella nuova bella collezione di alta moda di Antonio Grimaldi, il bravo couturier campano adottato da Roma, che dopo qualche anno di sfilate a Parigi, ha deciso di tornare a presentare le sue preziose collezioni di haute couture nella capitale. Il momento per le sfilate non è dei migliori. Per questo Grimaldi ha optato per una presentazione statica nel salotto cinese dell'antico palazzo, sede del suo atelier. Il mondo della moda è ancora in lutto per la perdita di Valentino Garavani, l'ultimo imperatore della moda, emblema dei grandi couturier italiani del Novecento, che hanno contribuito a costruire la fama del made in Italy nel mondo, come eccellenza. Nonostante la grave perdita, come tutti abbiamo imparato anche in altre occasioni simili, com'è accaduto lo scorso anno con la morte di Giorgio Armani, the show must go one. Inoltre, considerando, che, nonostante le disquisizioni in tv e sui social, non è affatto vero che l'alta moda non ha più nulla da offrire, non ha mercato, ed è finita un'epoca, perché se ancora esistono talenti della moda che sanno valorizzare la femminilità ed esaltarne la bellezza, come lo è Antonio Grimaldi, "il sogno" di possedere un abito sartoriale che possa renderci uniche continuerà. La nuova collezione di Antonio Grimaldi nasce come una storia di intima complicità. Un racconto potente e trattenuto, che vive nella tensione del non detto e nella profondità dei legami invisibili. La collezione si configura come una storia d'amore che non si racconta ma si percepisce, dove la natura delle donne si rivela intimamente alleata con l'arte. Nel cuore segreto di un palazzo romano, dove l'oro si fa silenzio e la pittura diventa linguaggio delle pareti, Antonio Grimaldi sceglie il Salotto Cinese di Palazzo Besso come ispirazione e scenario della collezione. Uno scrigno raro e quasi nascosto, rivestito da grandi pannelli dipinti di ispirazione orientale, popolati da fiori e uccelli sospesi su fondi dorati, che accoglie l'alta moda come un'estensione naturale del suo immaginario. Non è una scelta casuale. Palazzo Besso è anche la sede dell'atelier Grimaldi: uno spazio vissuto, abitato quotidianamente dalla creazione. La connessione tra collezione e luogo nasce dall'interno, come un'ispirazione maturata nel tempo, sedimentata tra le mura che accolgono la tradizione dell'alta moda. Gli abiti diventano superfici narrative. Ricami floreali, che rimandano ai preziosi arredi in legno intagliato di manifattura thailandese presenti nel salotto, emergono in una tridimensionalità scultorea attraverso foglie in rafia e organza. Duchesse e crêpe cady costruiscono la forma, chiffon e tulle la rendono impalpabile, mentre cannette a rilievo che fuoriescono dall'abito, creando profondità e movimenti sensuali. "I materiali definiscono un equilibrio tra rigore e leggerezza: gli abiti puliti esaltano la silhouette lasciando poi spazio a ricami preziosi che sembrano posarsi direttamente sul corpo, un'ode alla sensualità femminile" racconta lo stilista. Frange di rafia che sfiorano il suolo, cascate di cristallo che catturano la luce, volant scultorei come petali accompagnano la silhouette. Kaftani in rafia e nude look impreziositi con ricami di perle in legno e cristalli dall'eco etnico si alternano con corazze metalliche a microscaglie, in un gioco di elegante geometria, evocando una femminilità guerriera, indipendente e consapevole. (ANSA).
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