La squadra di Report, 'mai sfiduciato Ranucci né chiesta la sua rimozione'

"Programma non prende ordini dalla politica, alle polemiche risponderemo con le inchieste"

(ANSA) - ROMA, 10 OTT - "Con l'ordinanza del Tribunale di Roma si chiude una vicenda che per tutti noi è stata dolorosa. In questi mesi è stata alimentata la narrazione di una redazione spaccata, divisa tra traditori e collaborazionisti. Non è così". A sottolinearlo è la squadra di Report, all'indomani della decisione del giudice che ha respinto l'istanza di Sigfrido Ranucci per il reintegro alla guida del programma. "Già a giugno, prima dello scandalo Lavitola - ricostruisce in una nota la squadra del programma - il gruppo degli inviati aveva proposto di affiancare a Sigfrido due coautori nella gestione del programma. La proposta, tuttavia, non aveva avuto seguito. Poi a luglio tutta la squadra aveva avanzato una nuova proposta che prevedeva due coautori al suo fianco e un coordinamento della redazione e degli inviati. L'abbiamo discussa e votata in assemblea, alla luce del sole, quasi all'unanimità. Lo scopo era uno solo: non lasciarlo solo nel momento più difficile e mettere in prima linea la squadra, a protezione del programma". "Quella proposta - si spiega ancora - non è stata accolta e forse non è stata compresa. Ma nessuno di noi ha mai sfiduciato Sigfrido, né ha mai chiesto la sua rimozione. Le decisioni sulla conduzione le ha prese l'azienda e ci siamo battuti perché non fosse minacciata l'autonomia e l'indipendenza del nostro lavoro. Report non prende ordini dalla politica, né da chi ha chiesto di cambiarlo né da chi lo difende. Report non è influenzabile da poteri più o meno forti ne' da gruppi di interesse. È sempre stato un lavoro collettivo e continuerà a esserlo. Alle polemiche risponderemo come abbiamo sempre fatto: con le inchieste". (ANSA).

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