La 'Scala di Seta' al Rof, 'ci divertiamo come matti'

(di Federica Acqua) (ANSA) - PESARO, 09 AGO - "Ci divertiamo come matti, ma che fatica!". A dirlo all'ANSA, sono il baritono Paolo Bordogna (Germano) e il soprano Hasmik Torosyan (Giulia) a pochi giorni dalla celebre ripresa in programma il 13 agosto prossimo al Rossini Opera Festival di Pesaro de 'La scala di seta', firmata da Damiano Michieletto. Perché il regista ha voluto ambientare la farsa comica scritta da Rossini nel 1812 per i Teatro San Moisè di Venezia in un loft contemporaneo, la cui distribuzione delle camere viene chiarita solo dal disegno di una planimetria riflessa su uno specchio che la comprende per intero sul soffitto. In tal modo le entrate e le uscite di scena da porte inesistenti devono essere mimate e, come se non bastasse, la protagonista (Torosyan) è costretta a cantare muovendosi in continuazione e facendo anche ginnastica, mentre il servitore Germano (Bordogna) si lancia in acuti preparando il caffè, spremendo agrumi per un'aranciata (tutti veri, assicura) e sparecchiando. Il tutto con cambiamenti d'abito a scena aperta. "E' un'opera che dura un'ora e mezza - scherza Torosyan - ma a me sembra lunga tre ore". Basata sul libretto di Giuseppe Foppa, che attinse come di consueto in questo genere di lavori al teatro francese, la trama s'incentra sul matrimonio che Giulia ha segretamente contratto con Dorvil, che fa salire di nascosto ogni sera nella sua camera con una scala di seta, mentre il suo tutore Dormont l'ha promessa a Blansac. La situazione si complica con l'arrivo di quest'ultimo, che oltre tutto è un damerino, cosicché Giulia decide di deviare le attenzioni dello scomodo pretendente sulla cugina Lucilla che aveva già mostrato interesse per lui, decidendo però di saggiare le intenzioni del giovane per condurre a buon fine il rapporto. Per attuare il suo piano chiede aiuto al servo Germano, che incorre però in una serie di fraintendimenti, fino a ché tutti i protagonisti si ritrovano a nascondersi nella camera di Giulia scovati uno per uno dal tutore, che dopo essere stato messo al corrente della situazione, perdona la pupilla, mentre Lucilla sposa Blansac. "Ho interpretato Germano tantissime volte - racconta all'ANSA Borgogna - e questa è la mia terza partecipazione in questa produzione del Rof. Un vero record. Vocalmente questo ruolo richiede tutto, perché ha una scrittura quasi da tenore amoroso, piena di agilità e di frasi molto lunghe in cui, nonostante il dinamismo dei movimenti scenici, è necessario un uso perfetto del fiato. Inoltre - ha continuato - benché il personaggio venga tradizionalmente considerato uno sciocco, in realtà è solo una figura che negli intenti del regista incarna l'ingenuità e l'innocenza di un bambino. La serie di equivoci da lui provocati, che ne fanno il deus ex machina della vicenda, dipendono perciò, trattandosi di un cameriere straniero di origine orientale, oltre che dal suo carattere, anche dalla non conoscenza della lingua, in quello che vuol essere anche un messaggio culturale". Per quanto riguarda Giulia, precisa Torosyan: "è una giovane vivacissima e disposta a tutto per far valere le proprie scelte. Dolce e al tempo stesso forte, incarna tutte le caratteristiche di una donna. Vocalmente - aggiunge - abbina al range centrale, momenti gravi e di belcanto, con molte agilità e colorature". Ma per gli interpreti il divertimento supera la fatica del ruolo, non solo per la comicità dell'opera, ma perché molti di loro hanno frequentato insieme l'Accademia Rossini e si sono ritrovati a festeggiare dopo anni. (ANSA).
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