La Garante dell'infanzia contro la guida Lgbtqia+ dei pediatri

Terragni risponde su 'Oltre lo sguardo', 'impensabile la transizione a 3 anni'

(ANSA) - ROMA, 13 LUG - "È impensabile una transizione sociale a tre anni" e sul tema "è auspicabile un ampio dibattito scientifico". La Garante per l'infanzia e l'adolescenza Marina Terragni interviene così sulla guida 'Oltre lo sguardo - Guida pratica su varianza di genere, orientamenti sessuali e omogenitorialità per un ambulatorio pediatrico accogliente', realizzata dalla Società italiana di pediatria (Sip) e dall'Associazione culturale pediatri (Acp), finita nel mirino degli attacchi dell'associazione Pro Vita. La transizione sociale (il percorso con cui una persona inizia a vivere pubblicamente in un genere diverso da quello assegnato alla nascita, senza interventi medici) "come risposta a un possibile momento di incertezza troppo spesso - afferma Terragni - si è rivelata un passo senza ritorno, punto di avvio della cosiddetta terapia affermativa". Almeno in otto casi su 10, aggiunge, il momento di incertezza sul proprio genere si risolve invece spontaneamente. "Appare strano, dunque, che oggi la stessa Sip parli di 'affermare' socialmente un bambino di soli tre anni". Gli standard di cura della World Professional Association for Transgender Health (Wpath), richiamati nella bibliografia della guida, "non offrono sufficienti garanzie di scientificità", rileva la Garante. La pubblicazione, prosegue, "non sembra considerare documenti istituzionali che negli ultimi anni hanno profondamente ridisegnato il dibattito internazionale", accomunati "dal richiamo alla prudenza, alla valutazione multidisciplinare e alla tutela del diritto del minore a un futuro aperto". "L'auspicio - conclude Terragni - è che la guida possa costituire l'occasione per aprire anche in Italia un ampio dibattito scientifico, presieduto dalle massime istituzioni sanitarie, che tenga conto delle più recenti acquisizioni scientifiche internazionali sul tema della disforia nei bambini e nei ragazzi, mantenendo al centro il superiore interesse del minore". (ANSA).

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