La Cardiologia interventistica del Regina Margherita di Torino a Mogadiscio

(ANSA) - TORINO, 13 FEB - L'ospedale infantile Regina Margherita (Oirm)di Torino arriva anche in Somalia, rafforzando la propria vocazione internazionale. Accanto al tradizionale programma di accoglienza dei piccoli pazienti, nel dipartimento di Patologia e cura del bambino, diretto da Franca Fagioli), provenienti da Paesi in cui determinate cure non sono disponibili, si afferma un modello complementare: portare le competenze sul posto, formando medici e personale sanitario locale. Dieci interventi salvavita sono stati effettuati in pochi giorni a Mogadiscio in una missione dei medici dell'Oirm, conclusa da poco. Una piccola équipe altamente specializzata ha portato la cardiologia pediatrica interventistica direttamente ai bambini che non avrebbero avuto altra possibilità di cura. La squadra era composta da Lisa Bianchino, infermiera di terapia intensiva cardiologica, dall'anestesista rianimatore Daniele Ferrero e dal cardiologo pediatra Giuseppe Annoni. Una missione complessa sotto il profilo organizzativo e logistico, resa possibile anche grazie al sostegno diretto dell'Ambasciata italiana, e realizzata in un contesto che richiede costanti misure di sicurezza. L'Horjoog Hospital di Mogadiscio, che ha ospitato la missione, è stato fondato dal medico somalo Shek Yussuf Abdirashid, laureato e specializzato in Cardiologia proprio a Torino, dove ha vissuto fino al 2022. È qui che arrivano ogni giorno bambini affetti da cardiopatie congenite e domani sarà la Giornata mondiale delle cardiopatie congenite. "Siamo riusciti ad effettuare dieci procedure interventistiche salvavita, e la maggior parte è stata eseguita dal dottor Hussein, sotto la supervisione del nostro cardiologo", racconta Bianchino. "Il passo successivo - spiega l'anestesista Daniele Ferrero - sarà formare un'infermiera di terapia intensiva pediatrica e un anestesista rianimatore pediatrico. Per rendere il progetto stabile servono professionalità locali". Ora la sfida è garantire continuità al progetto. Per farlo sono in corso ricerche di finanziamenti e partnership che possano sostenere le prossime missioni e il percorso formativo. (ANSA).
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








