Il segno 'cangiante' di Dell'Orco per Giorgio Armani

A Milano la prima sfilata da solo nel giorno della morte di Valentino

++ AGGIORNA E SOSTITUISCE IL PRECEDENTE SERVIZIO DELLE 16.15 ++ (di Gioia Giudici) (ANSA) - MILANO, 19 GEN - Al momento della sfilata uomo di Giorgio Armani, alla fashion week non era ancora giunta la notizia della morte di Valentino, che se ne è andato nel giorno in cui Leo Dell'Orco ha fatto il suo debutto solista come direttore creativo delle linee uomo del brand per cui ha lavorato 40 anni insieme all'uomo che lo ha fondato. "Maestro indiscusso di grazia ed eleganza, per il quale Giorgio Armani ha sempre nutrito grande stima, Valentino - le parole di cordoglio di Leo Dell'Orco e della famiglia Armani - ha incarnato l'eccellenza della couture, il rigore del mestiere e una visione unica della moda fatta di linee pure, colori iconici e bellezza assoluta. La sua scomparsa lascia un vuoto immenso". Come quello di Giorgio Armani, che oggi "mi avrebbe detto 'state imparando'" ha sdrammatizzato Leo Dell'Orco subito dopo la sfilata che ha portato a Milano ospiti come Ricky Martin, Luca Marinelli e Gianni Morandi. Un'occasione speciale festeggiata in via Borgonuovo, subito dopo lo show, con un pranzo in casa dove Dell'Orco ha ricevuto gli ospiti insieme al nipote Gianluca, con cui è uscito a salutare il pubblico a fine sfilata. "Siamo riusciti a fare una cosa un po' diversa e non era facile" ha spiegato Dell'Orco che, dopo la morte di Giorgio Armani, ha preso le redini dell'azienda, di cui dirige il Cda. Pur nella coerenza di stile, come richiesto dallo stesso Armani nel suo lascito, Dell'Orco - direttore creativo delle linee uomo - ha voluto lasciare la sua impronta su questa collezione per il prossimo inverno. Un segno 'cangiante' - titolo della proposta che ha chiuso oggi la fashion week - e colorato, con toni come il melanzana a fare da filo conduttore della stagione fredda. "Lui sui colori era un incubo - ha ricordato oggi l'uomo che è stato coì a lungo al suo fianco - era sempre per il beige. Io ho fatto miei dei colori che Giorgio avrebbe tagliato, sul resto sono stato in linea senza fare cose esagerate". Ma "a un certo punto devi trovare il coraggio di uscire", ha detto per spiegare l'emozione della prima uscita in solitaria, senza l'uomo di cui l'azienda porta il nome. Dell'Orco lo ha fatto all'insegna della disinvoltura, dando nuovi riflessi 'cangianti' alla coerenza creativa della maison, grazie all'uso discreto ma deciso del colore, dal verde oliva al viola melanzana che spiccano nella sinfonia di grigi, beige, neutri, neri e blu intensi. Toni che prendono vita nella materia grazie alla mano del velluto, del crêpe e della ciniglia, amalgamati ai cashmere garzati, alle lane battute e alle pelli opache. Uno stile rilassato, dove le linee sono tutte fluide e disinvolte, con le giacche dal collo alla coreana, i cappotti avvolgenti abbottonati di sbieco, i pantaloni con le pinces e le zip sulle tasche, le giacche-camicia da portare con disinvoltura con la cravatta. Un'idea di eleganza facile che accompagna anche l'abbigliamento da neve e la maglieria, morbida e materica, dal pull di angora al cardigan a jacquard geometrici - declinato al maschile e femminile - nato dalla collaborazione con Alanui. Un gioco di contrasti di lucido e opaco che coinvolge anche i tessuti, con il montone dalla mano velluto o la seta che imita il denim, e dilaga nella sera all'insegna dell'iridescente velluto. (ANSA).

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