Il prof aggredito a Torino, 'violenza immotivata contro di me'

"Mi ha rotto il naso, 30 giorni di prognosi. Cercavo di aiutarlo durante l'interrogazione"

(ANSA) - TORINO, 28 OTT - "Non c'è una causa scatenante, quindi se io non ti ho fatto niente, tutta questa violenza immotivata da dove viene fuori?". A chiederselo è Bruno Vadalà, 52 anni, l'insegnante dell'istituto Carlo Grassi di Torino aggredito questa mattina da uno studente minorenne durante un'interrogazione. Il professore ha riportato la frattura del naso, con una prognosi di 30 giorni. "Mi trovavo a scuola, era la seconda ora, avevo programmato un'interrogazione per tutta la classe sul calibro vettesimale, il ragazzo era seduto al mio fianco", racconta il docente all'ANSA, spiegando che stava cercando di aiutare lo studente durante la prova. "L'avevo anche cercato di aiutare, nel senso che come tutti i ragazzi non studiano tantissimo e allora io ho detto, ma no dai, siediti, vedi che qualcosina la sai". Il professore riferisce di essere stato aggredito mentre rifletteva su quale voto dare al ragazzo. "Ha unito le due mani e mi ha tirato un pugno, cioè con le due braccia unite". Il colpo lo ha fatto cadere a terra. "Io non l'ho neanche visto arrivare perché stavo scrivendo - racconta - e quel colpo mi ha scaraventato a terra. Mi sono messo la mano sul naso perché vedevo che gocciolava del sangue, e lui, mentre ero in terra, mi ha tirato una sedia in testa". A interrompere l'aggressione è stato un collega, che ha allontanato lo studente. "Poi - prosegue Vadalà - c'è tutta la classe che era lì a fianco a me, ha visto tutto, si sono spaventati più di me, perché poi quando è intervenuto il mio collega e l'ha allontanato, mi sono alzato, mi ha portato dei fazzoletti, mi sono pulito dal sangue". Il professore, soccorso e trasportato all'ospedale Giovanni Bosco, racconta di non essere particolarmente scosso, quanto piuttosto dispiaciuto per l'accaduto. "Non sono scosso, più che altro dispiaciuto, anche perché a scuola vado d'accordo praticamente con tutti, potete anche chiedere, cioè gli studenti, anche quelli che non sono della mia classe, mi conoscono, non so cosa dire". Soltanto dopo gli accertamenti sanitari ha appreso di avere riportato una frattura al naso. "Mi hanno dato 30 giorni di prognosi". Alla domanda se si aspetti delle scuse dai genitori del ragazzo, il docente risponde di essere soprattutto preoccupato per lo studente. "Più che le scuse a me dispiace per l'accaduto, perché evidentemente qualcosa non va, qualcosa non funziona, io più che le scuse mi auguro che venga fatto qualcosa per il ragazzo, per fargli capire che ha sbagliato e che non ci si comporta in questo modo". "Io - conclude l'insegnante - sono tranquillo, il mio dovere l'ho fatto, sono nel giusto, spero che i genitori vadano a fondo e vedano un pochettino come possano aiutarlo". (ANSA).

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