I pm sull'urbanistica, 'a Milano aggirate le leggi in modo eversivo'

(ANSA) - MILANO, 13 FEB - Il Comune di Milano "non può esercitare la sua autonomia per introdurre deroghe alle leggi dello Stato" e quella "determina dirigenziale" del 2018, che fu firmata, tra gli altri, dall'ex dirigente Giovanni Oggioni e che ha introdotto la Scia, ossia un'autocertificazione, per costruire al posto dell'obbligo di un piano attuativo, è "illegittima" e presenta "aspetti eversivi". Tutta la giurisprudenza "almeno dagli anni '80" afferma, invece, "in modo netto l'importanza fondamentale della pianificazione urbanistica". Sono passaggi di una memoria della Procura di Milano depositata in uno dei processi sull'urbanistica, quello a carico di 8 imputati, tra imprenditori, tecnici e funzionari di Palazzo Marino, per abuso edilizio e lottizzazione abusiva sul caso della Torre Milano, grattacielo di 24 piani in via Stresa. Tra loro Oggioni, che fu arrestato nel marzo 2025 per corruzione e depistaggio in un altro filone sul "sistema di speculazione edilizia". Nel documento la pm Marina Petruzzella riporta "la giurisprudenza delle alte Corti regolatrici italiane", ossia Corte costituzionale, Cassazione e Consiglio di Stato, e ricorda che il caposaldo in materia è il decreto ministeriale del 1968 sui "limiti inderogabili di densità, altezza e distanze e standard urbanistici". E l'assenza o lo stravolgimento "della pianificazione urbanistica", che per i pm sarebbe avvenuto a Milano bypassando le leggi, "comporta rischi di crescita caotica e incontrollata di volumi edilizi", sottrazione "di aree e servizi pubblici ai residenti (standard), problemi igienico sanitari, danni idrogeologici e ambientali", "deturpazione del paesaggio, con danni alla qualità della vita, al diritto della popolazione ai servizi fondamentali". La Consulta, si legge, ha "ripetutamente" stabilito che quei principi legislativi "non possono essere scavalcati attraverso leggi derogatorie". Men che meno con "fantasiose determine dirigenziali, che surrettiziamente introducono titoli edilizi". L'effetto è "uno sviluppo incontrollato e disarmonico di volumetrie e nuovi edifici, al di fuori di ogni preventiva pianificazione". (ANSA).
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