Haravi: "Non cantare l'inno della Repubblica islamica e' una grande forma di disobbedienza civile"

"Le donne iraniane vivono delle preoccupazioni continue e sono tristi per tutto quello che sta accadendo nel loro Paese, perche' non e' possibile pensare che qualcuno sia felice della guerra. Nessuno e' felice della guerra, anche se una parte degli iraniani sta accettando anche l'intervento militare, ma perche' ha quel minimo di speranza che il regime possa cadere. Si deve cercare di porre fine a questo conflitto il prima possibile e procedere con una via che porti alla fine di questo regime e l'inizio di un processo di democratizzazione dell'Iran. Il coraggio e' la forma di disobbedienza piu' forte delle iraniane". Lo ha detto all'ANSA Shervin Haravi, avvocata e attivista iraniana, parlando anche delle giocatrici della Nazionale iraniana di calcio che si sono rifiutate di cantare l'inno della Repubblica islamica: "Questo rifiuto e questa presa di posizione dimostrano una delle piu' importanti forme di disobbedienza civile portate avanti dalle donne iraniane".

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