Gli undici fuori concorso fiction al Lido tra thriller, autori e affreschi

Tre gli italiani, Giovanni Veronesi, Gianni Amelio e Martone

(di Francesco Gallo) (ANSA) - ROMA, 29 AGO - La sezione Fuori Concorso fiction della Mostra del Cinema di Venezia si conferma anche quest'anno uno spazio per coniugare autorialità e libertà espressiva. Dagli affreschi storici ai thriller, dai grandi nomi del cinema internazionale a tre protagonisti di quello italiano, gli undici titoli in programma attraversano generi, stili e sensibilità diverse offrendo al pubblico uno sguardo ampio e sorprendente sul cinema contemporaneo. THE BASICS OF PHILOSOPHY di Paul Schrader, con Jack Huston e Sofia Boutella. Huston è un professore di filosofia che tiene un corso su Schopenhauer all'università e improvvisamente un giorno riappare una figura del suo passato che lo obbliga a fare i conti con un episodio torbido che avrebbe preferito dimenticare. UN BON AVOCAT di Tristan Seguela, con Laurent Lafitte e Mélanie Laurent. L'avvocato del titolo è davvero bravo ma ha un problema non da poco: la cocaina. Lo aiuterà a uscire da questa crisi un giovane stagista che si rivelerà una risorsa inaspettata. LET US THROUGH DEAR ANCESTORS di Lav Diaz. Il film è ambientato nelle Filippine tra la fine del XVI e l'inizio del X secolo, durante la colonizzazione spagnola con la relativa costruzione di chiese cattoliche e altre strutture che hanno cambiato radicalmente il territorio, ma anche la vita di migliaia di filippini morti nei lavori durissimi di costruzione. ARRESTED MEMORY del regista giapponese Sabu Sabo è un thriller poliziesco con protagonista un investigatore che sta perdendo la memoria, proprio nel momento in cui deve indagare sul rapimento del figlio di un ricco imprenditore giapponese che lavora a Taipei. JUPITER di Alexandre Smia, con Denis Ménochet e André Dussollier è invece un thriller politico che non potrebbe essere più attuale :la storia di un presidente francese appena eletto, alle prese con una crisi senza precedenti, che deve prendere una decisione cruciale a seguito di un ultimatum atomico della Russia che minaccia di inviare una testata sulla Francia. A PLACE TO BE di Kornél Mundruczó, con la 92enne Ellen Burstyn, Taika Waititi e Pamela Anderson. È un road movie dai toni leggeri sull'inaspettata amicizia tra una donna anziana e un uomo maturo, in viaggio da Chicago a New York per restituire al legittimo proprietario Intruder, un piccione da gara smarrito. FATHER JOE di Barthélémy Grossmann. Scritto da Luc Besson, è un action che mescola ritmo, ironia e suggestioni da manga. Al centro un prete vendicatore che deruba i narcotrafficanti per aiutare i poveri, un moderno Robin Hood armato fino ai denti. Kiefer Sutherland interpreta il sacerdote protagonista, mentre Al Pacino veste i panni di un potente boss della droga. NO PARADISE IF YOU ARE KILLED BY A WOMAN di Halkawt Mustafa. Il regista curdo-iracheno in un action movie ambientato durante l'assedio di Mosul. Protagonista è una cecchina peshmerga, emigrata in Svezia e tornata a combattere per ritrovare la sorella rapita dall'ISIS. Un film che rende omaggio al coraggio del popolo curdo e dei peshmerga. DIO RIDE di Giovanni Veronesi con Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi, Maurizio Lombardi, Paolo Rossi e Carlo Cecchi nel ruolo di Papa Innocenzo X. Ambientato nel Seicento, racconta la storia di Fra Leopoldo da Casamacchia, un frate che predica un Dio vicino agli uomini, capace persino di ridere con loro. Per la Chiesa ufficiale è solo eresia. E così il frate viene sottoposto al giudizio dell'Inquisizione, dando vita a un confronto destinato a mettere in discussione certezze e convinzioni. NESSUN DOLORE di Gianni Amelio, con Alessandro Borghi nei panni di un libraio che assume su di sé tutto il dolore del mondo per la morte di un un giovanissimo immigrato clandestino a Roma. Da qui una deriva con al centro immigrazione e sensi di colpa. Il libraio si troverà a un certo punto la casa piena di immigrati e questo fino a un finale pieno di speranza. Nel cast anche Valeria Golino e Valerio Mastandrea. SCHERZETTO di Mario Martone con Toni Servillo. Ambientato quasi interamente in un appartamento napoletano, il film segue un illustratore di successo che torna nella sua città per occuparsi del vivace nipotino di cinque anni. Una convivenza forzata la loro che diventa l'occasione per fare i conti con il proprio passato, con il tempo che passa e con i fantasmi della memoria e non solo. (ANSA).

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