Gino Cecchettin, 'una vita salvata vale tutto il nostro impegno'

(ANSA) - PALERMO, 21 APR - Trasformare la tragedia in impegno civile attraverso un'associazione che scardinasse i pregiudizi di genere. È il messaggio lanciato da Gino Cecchettin padre di Giulia, la studentessa uccisa l'11 novembre 2023 a Fossò in Veneto, dal suo ex Filippo Turetta, durante il suo intervento all'Ecomuseo del Mare di Palermo, dove ha presentato il suo libro "Cara Giulia". "Se riusciamo a salvare anche una sola vita, abbiamo fatto tanto", ha sottolineato il padre di Giulia, citando un incontro avvenuto in Puglia che lo ha segnato profondamente. "Una ragazza mi ha ringraziato dicendomi: 'Mi hai salvato la vita'. Mi ha raccontato di una storia d'amore tossica da cui non riusciva a staccarsi; dopo aver ascoltato la nostra storia, ha trovato il coraggio di lasciare il compagno". Per Cecchettin, quel momento è stato la prova tangibile che il sacrificio di sua figlia può generare consapevolezza: "Vorrei che non ci fossero altre storie come la nostra da raccontare". L'uomo ha poi riflettuto sul potere degli affetti: "Quella frase, 'l'amore vince su tutto', mi sembrava retorica. Poi un giorno, ricordando tutti insieme Giulia, ho visto i miei figli ridere a crepapelle, nonostante tutto. Ho capito che la famiglia era lì, più forte di prima. Da quel barlume è partita la sfida contro gli stereotipi". "Pensavo che la morte di mia moglie Monica fosse il punto più basso, ma una malattia si accetta, nonostante fosse giovane. Non potevo accettare, però, che una vita fosse spezzata da un'altra persona" ha detto. Davanti allo "tsunami" della tragedia, Cecchettin ha confessato di aver trovato la forza di restare integro per gli altri due figli, Davide ed Elena: "Dovevo trovare una strategia per continuare a essere genitore. Ho dato una forma fisica alla rabbia per non farmi spazzare via". Il ricordo è tornato poi ai giorni dell'attesa, quando Giulia e Filippo Turetta risultavano scomparsi: "Speravo fosse stato un incidente". La svolta emotiva è arrivata vedendo il figlio Davide ballare con i compagni: "Lì ho visto la luce. Se loro ballavano con un barlume di speranza, allora dovevo far nascere qualcosa di nuovo per contrastare gli stereotipi". (ANSA).
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