Garlasco, Garofano 'tutti i dati sul Dna messi a disposizione delle parti'

'C'è un verbale che lo dimostra'. Difesa Stasi scrisse, 'esclusi da analisi 20 settembre'

(ANSA) - MILANO, 01 OTT - "C'è un verbale del 24 settembre 2007 che attesta che tutti i risultati ottenuti fino a quel momento sono stati messi a disposizione dei consulenti di parte, che firmano di proprio pugno. Tutto il resto sono solo supposizioni strumentali non supportate dagli Atti ufficiali". Lo spiega l'ex generale del Ris Luciano Garofano in relazione alla questione del Dna sui pedali e in particolare di quei due esiti nulli del 20 settembre che, secondo la Procura di Pavia che ha aperto un fascicolo senza indagati sull'operato degli ex investigatori e per la difesa di Alberto Stasi, non sarebbero stati messi a disposizione delle parti. Garofano fa riferimento a un "verbale di operazioni tecniche" del Ris di Parma del 24 settembre in cui è scritto che quel giorno "negli uffici del Reparto" il capitano Alberto Marino, che si occupò direttamente degli accertamenti biologici, "ha fatto prendere visione dei risultati sinora ottenuti" ai consulenti tecnici delle parti Avato e Fabbri, per la difesa Stasi, e Capra per la parte civile Poggi. In calce le firme dei consulenti. Se da un lato i legali della famiglia Poggi, non appena emerso il caso di quei "raw data" sui risultati nulli (dopo un primo match valido con il Dna di Chiara del 19 settembre), hanno fatto presente che non si tratta di dati nuovi, i legali di Stasi, che li hanno recuperati chiedendoli al Ris lo scorso anno, sostengono, dal canto loro, di non esserne mai venuti a conoscenza. "Di queste due corse elettroforetiche del 20.09.2007 - ha scritto il procuratore Fabio Napoleone tre giorni fa - e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto". Nel frattempo, in un documento indirizzato il 25 settembre 2007 alla Procura di Pavia dai legali dell'epoca di Stasi si legge che l'allora consulente Francesco Maria Avato dava conto del fatto che alla difesa non era stato "comunicato il proseguimento delle analisi in data 20 e 21 settembre". (ANSA).

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