Femminicidio a Loreto, 39enne in carcere 'l'ho uccisa e mi sono costituito'

(ANSA) - LORETO, 10 LUG - "L'ho uccisa e mi sono costituito". Era ancora scosso e frastornato nel carcere anconetano di Montacuto, quando stamattina ha visto il proprio legale l'avvocato Simone Matraxia, Sami Khemaies, il 39enne tunisino che ieri sera ha ucciso la moglie Luigia Fortunato, 33 anni, con numerose coltellate nell'abitazione di via Bramante 194 dove vivevano a Loreto (Ancona) durante l'ennesimo litigio. La coppia ha un figlio ma in quel momento era dalla nonna materna. Il femminicida ha confermato quanto confessato ieri sera in caserma ai carabinieri di Porto Recanati e Osimo. Dopo il delitto, l'uomo era uscito insanguinato e barcollante e poi si era costituito: nella notte è poi stato formalizzato il fermo per omicidio volontario aggravato. La relazione nella coppia era piuttosto turbolenta e caratterizzata da un'accesa conflittualità ma la famiglia non era in carico ai servizi sociali e nulla faceva presagire quanto accaduto. Al momento, non è stata ancora fissata la data dell'udienza di convalida del fermo per Khemaies che dovrebbe slittare a lunedì prossimo. Intanto il pubblico ministero Rosario Lioniello, che coordina l'inchiesta, ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima. Dopo la confessione del 39enne, i carabinieri avevano fatto irruzione nella casa e avevano trovato il corpo senza vita della donna. (ANSA).
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








