Epstein Files, Differenza Donna presenta esposto alla Procura di Roma

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - L'Associazione Differenza Donna APS ha presentato il 26 marzo un esposto formale alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, chiedendo l'avvio di indagini approfondite in relazione ai cosiddetti "Epstein Files" e ai possibili collegamenti con il territorio italiano e persone italiane e chiede "l'avvio di indagini su possibili reati transnazionali di tratta, violenze sessuali e sfruttamento sessuale di donne, ragazze e minori connesse ai documenti resi pubblici dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d'America". L'esposto - redatto dalle avvocate Maria Teresa Manente e Iaria Boiano responsabili dell'Ufficio Legale dell'Associazione - documenta "come dai file del DOJ emergano ricorrenze di soggetti italiani, riferimenti significativi e non episodici di soggiorni, spostamenti e relazioni in località italiane — Capri, la Costiera Amalfitana, la Costa Smeralda, Milano e Roma — nonché contatti con soggetti inseriti in circuiti economici e sociali di rilievo internazionale che potrebbero aver svolto un ruolo nella rete di sfruttamento e di stupri". "Come associazione impegnata nella gestione dei Centri antiviolenza da oltre 30 anni abbiamo ritenuto necessario rivolgerci alla Procura perché i materiali emersi non possono restare confinati nel dibattito mediatico. La dimensione transnazionale delle condotte e la presenza di riferimenti al territorio italiano impongono verifiche immediate", afferma la presidente dell'associazione Elisa Ercoli. Secondo l'avvocato Teresa Manente, l'esposto "si inserisce in un contesto internazionale in cui diversi Stati hanno già avviato indagini. In Francia la Procura di Parigi ha aperto verifiche su possibili profili di tratta e sfruttamento; in Polonia la Procura nazionale ha avviato un'indagine su reti di traffico di esseri umani; in Norvegia l'kokrim ha aperto un'indagine formale basandosi esclusivamente sui file DOJ, senza elementi nazionali aggiuntivi, trattando la pubblicazione come notizia di reato sufficiente. L'Italia non può restare inerte di fronte a elementi documentali pubblici che la riguardano direttamente. La parola delle donne ha aperto questa frattura, ora non è possibile che le istituzioni in Italia ignorino la dimensione necessaria e urgente dell'accertamento approfondito". (ANSA).
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