Dottoressa aggredita al Pronto Soccorso di Giulianova

Matteucci (Ugl Salute), 'chi cura non può lavorare nella paura'

(ANSA) - GIULIANOVA, 15 MAR - Momenti di tensione al Pronto Soccorso dell'ospedale di Giulianova (Teramo), dove un genitore ha aggredito verbalmente una dottoressa dopo la richiesta di altri esami diagnostici per il figlio, prescritti per escludere possibili complicanze: l'uomo ha cominciato a insultare il medico, arrivando quasi al contatto fisico, evitato grazie all'intervento di una infermiera; sul posto sono poi arrivati gli addetti alla sicurezza e i carabinieri che hanno identificato l'aggressore. "A pochi giorni dalla Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari - ha commentato il segretario regionale di Ugl Salute, Stefano Matteucci - siamo purtroppo costretti a registrare l'ennesimo grave episodio di aggressione ai danni di chi lavora per garantire cure e assistenza ai cittadini. L'ultimo fatto, avvenuto ieri al Pronto Soccorso di Giulianova, conferma ancora una volta come medici, infermieri e operatori sanitari continuino a essere esposti a rischi e violenze, spesso proprio nei luoghi deputati alla tutela della salute. Una situazione che, nonostante i richiami e le iniziative di sensibilizzazione, resta inaccettabile e non può più essere sottovalutata". "Come Ugl Salute - ha dichiarato Matteucci - ribadiamo con forza che chi lavora nella sanità non può svolgere il proprio servizio con la paura di essere aggredito. È necessario rafforzare concretamente le misure di sicurezza nelle strutture sanitarie, garantendo presidi di vigilanza adeguati e strumenti di prevenzione efficaci". Secondo Matteucci "allo stesso tempo diventa fondamentale migliorare e potenziare la rete delle cure, per evitare che la pressione sui pronto soccorso e le difficoltà del sistema sanitario finiscano per scaricarsi sugli operatori che, con professionalità e senso del dovere, cercano ogni giorno di assicurare un'assistenza equa a tutta la popolazione.La sicurezza degli operatori sanitari deve diventare una priorità assoluta: chi cura e salva vite non può e non deve essere lasciato solo". (ANSA).

Riproduzione riservata © La Nuova Venezia