Dopo condanna sindaco di Preone Governo e Regione accelerano tutela Protezione civile

I sindaci vanno in ordine sparso, alcuni bloccano attività

(di Lorenzo Padovan) (ANSA) - TRIESTE, 03 APR - La recente sentenza di primo grado che ha condannato il sindaco di Preone (Udine), Andrea Martinis, e il coordinatore comunale della Protezione civile, Renato Valent, a un anno di reclusione per la morte, nel 2023, del volontario Giuseppe De Paoli ha aperto un fronte politico e istituzionale in Fvg. A livello nazionale, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha annunciato un'accelerazione del governo sul disegno di legge per la Protezione civile, già trasmesso alla Commissione del Senato con procedura redigente. Il provvedimento punta a distinguere nettamente tra dolo e colpa grave nei casi di interventi di soccorso, introducendo norme più chiare per tutelare chi opera in emergenza. Sul fronte regionale, il presidente del Fvg, Massimiliano Fedriga, ha lanciato un allarme sulla possibile perdita o sull' indebolimento del sistema di Protezione civile, definito un "modello virtuoso anche a livello europeo" che richiede tutela. Fedriga ha convocato parlamentari di maggioranza e opposizione e rappresentanti del governo per valutare interventi condivisi a tutela del sistema e della sicurezza collettiva. In una riunione con l'assessore regionale alla Protezione civile, Riccardo Riccardi, è stato ribadito che la Regione coprirà le spese processuali e la provvisionale per il sindaco e il coordinatore condannati, sottolineando al contempo la necessità di capire quali modifiche normative ulteriori siano indispensabili per tutelare sindaci, personale e volontari. La reazione dei sindaci del territorio, soprattutto della Carnia, è stata netta. Molti primi cittadini hanno definito "vergognosa" la sentenza e hanno annunciato iniziative di protesta, tra cui il possibile boicottaggio delle celebrazioni per i 50 anni del terremoto del Friuli e la sospensione delle attività delle squadre comunali di Protezione civile. Le squadre sono di fatto ferme in diversi comuni, con l'eccezione di pochissime località, che mantengono funzioni operative nonostante la tensione. Nel Pordenonese si va in ordine sparso: a Tramonti di Sotto nessuno esce in missione fino a nuovo ordine, in molte altre realtà i volontari vengono utilizzati solo per mansioni ordinarie. Solidarietà è giunta anche da tanti comuni del Veneto, pronti a incrociare le braccia se non ci saranno modifiche sostanziali alla normativa. (ANSA).

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