Dirigenti penitenziari, ritirare la stretta su frigoriferi nelle celle

Sbriglia, c'è volontà esasperare per giustificare i Gruppi di Intervento Operativo?

(ANSA) - TRIESTE, 25 APR - "Mentre l'Italia si prepara alla calura estiva e i meteorologi lanciano i primi allarmi, al Largo Luigi Daga, sede del DAP, il più qualificato centro decisionale del sistema carcerario, che dovrebbe 'confortare e sostenere' chi opera nelle prigioni, spira un vento che raggelare ogni logica gestionale, ma non certo le bottiglie d'acqua dei detenuti". A sostenerlo è il Coordinatore nazionale del FSI-USAE, Federazione Sindacati Indipendenti dei dirigenti penitenziari di diritto pubblico, Enrico Sbriglia, contestando la decisione del Capo del Dipartimento di compiere una "stretta sull'uso di frigoriferi nelle celle detentive". Il sindacato chiede che la disposizione sia ritirata ricordando che un mese fa la Direzione Generale dei Detenuti e del Trattamento raccomandava "l'adozione di ogni presidio possibile per fronteggiare la calura, suggerendo persino l'incremento di frigoriferi per evitare il 'dispendio di acqua dai rubinetti utilizzata per refrigerare'". Oggi invece "il Capo del Dipartimento firma una disposizione di tutt'altro segno, che ne ordina la rimozione dalle camere di pernottamento, relegandoli in locali comuni e per un uso ad orari prestabiliti". Il sindacato ipotizza che "dietro questo improvviso 'rigore securitario' si celi la volontà di esasperare gli animi per giustificare l'invocazione dei Gruppi di Intervento Operativo (GIO). Perché se scoppieranno le rivolte - e togliendo un po' di sollievo dal caldo a chi è rinchiuso si può innescare la miccia perfetta - a pagarne il prezzo non saranno i firmatari di queste circolari, ma i Direttori, i Comandanti di reparto, gli educatori e i pochi poliziotti rimasti". Una vicenda preceduta "fior di fondi pubblici spesi per dotare le celle di frigoriferi". Infine, Sbriglia evidenzia che "non sarà certo la rimozione di un frigorifero a fermare il traffico di cellulari o droga" né "ad impedire il barricamento all'interno di celle o sezioni". (ANSA).

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