Diciotto internati militari in Germania saranno risarciti

(ANSA) - MILANO, 29 AGO - Diciotto Imi (gli internati militari italiani in Germania), quasi tutti di Gandino (Bergamo), otterranno, nelle persone dei loro eredi, un risarcimento per le loro sofferenze. Il Tribunale di Brescia, scrive l'Eco di Bergamo, ha accolto le motivazioni presentate dall'avvocato Fabio Franchina disponendo, con sentenza del 25 agosto, l'assegnazione di risarcimenti tra i 20 e gli 80mila euro per i danni "patrimoniali e non" subiti durante la prigionia. La causa contro la Repubblica tedesca era partita a fine maggio 2022, riunendo i casi raccolti a Gandino dall'allora vicesindaco (e ora sindaco) Filippo Servalli e altri tre segnalati da Orazio Amboni della Cgil di Bergamo. "Quell'anno - spiega l'avvocato Fabio Franchina - divenne più concreta la possibilità per gli Imi di ottenere il risarcimento dei danni subiti. Questo a seguito di un provvedimento del governo Draghi che costituiva un apposito fondo di 55 milioni di euro volto a concludere un lungo braccio di ferro, cominciato nel 2004, tra lo stato italiano e la Repubblica tedesca, la quale sosteneva di aver già risarcito lo stato italiano con l'accordo di Bonn del 1961. Gli Imi hanno quindi citato in giudizio la Repubblica Federale Tedesca per ottenere una sentenza di condanna che consentisse l'accesso al Fondo istituito dal governo italiano". Il Tribunale di Brescia - scrive il quotidiano - fa riferimento in particolare al trattamento inumano al quale furono sottoposti gli internati militari italiani, tale da configurare un crimine di guerra. I crimini di guerra sono reati imprescrittibili anche per gli Stati. La richiesta di risarcimento è stata quindi ritenuta legittima. (ANSA).
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