Ddl Bongiorno, Landini: "Passo indietro culturale e giuridico"

"C'e' una regressione culturale verso il ruolo importante delle donne. Com'e' noto siamo in presenza di un capovolgimento e di un passo indietro. Con l'inversione dell'onere della prova che sta avvenendo sembra che quando ci sono degli stupri a processo deve finirci la donna e non l'uomo, quando sono gli uomini che stuprano. Bisogna cambiare la cultura degli uomini. Si era trovato un accordo che era stato messo in discussione. Oggi i valori di parita' e diritti delle donne vuol dire cambiare la cultura nel nostro Paese, non e' un problema solo dei processi. Noi chiediamo che ci sia un'educazione che parta anche fin dalla scuola. Siamo un paese in cui le distanze tra uomini e donne si stanno allargando anche nel lavoro. La CGIL e' qui perche' la nostra azione vuole cambiare questa cultura e riaffermare i diritti delle donne come cambiamento culturale." Ha dichiarato il segretario della CGIL Maurizio Landini, a margine della manifestazione contro il Ddl Bongiorno che si e' tenuta nel pomeriggio di sabato 28 febbraio a Roma. In piazza Centri Anti-violenza, collettivi femministi e associazioni studentesche e non solo per ribadire la propria contrarieta' alla modifiche proposta dalla senatrice Bongiorno al ddl sul consenso su cui si era trovato un accordo bipartisan alla Camera.

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