Consipe, 'olio bollente su ispettore polizia penitenziaria a Trapani'

(ANSA) - PALERMO, 04 SET - "Quanto accaduto poco fa alla Casa Circondariale di Trapani non è una semplice aggressione: è un vigliacco tentato omicidio, premeditato e consumato con ferocia inaudita". Lo afferma Mimmo Nicotra, presidente nazionale della Confederazione sindacati penitenziari (Consipe) sull'aggressione avvenuta al reparto Mediterraneo a un ispettore di polizia penitenziaria che è stato "investito alla testa da un getto d'olio bollente gettato volontariamente dall'alto mentre transitava al piano inferiore". "Il collega, rimasto gravemente ustionato - aggiunge Nicotra - è stato trasportato d'urgenza in ospedale con serie lesioni". "Siamo di fronte all'ennesimo atto di una vera e propria guerra dichiarata contro la Polizia Penitenziaria - osserva Nicotra - la Sicilia è ormai una polveriera a cielo aperto. Solo pochissimi giorni fa abbiamo assistito alla gravissima rivolta di Siracusa-Cavadonna, con detenuti saliti sui tetti, sezioni devastate, telecamere distrutte e colleghi costretti a lanciarsi da metri d'altezza o aggrediti violentemente per contenere la furia dei rivoltosi, con decine di poliziotti finiti in ospedale". Il presidente del Consipe chiede al ministero della Giustizia e al Dap "il trasferimento immediato fuori regione del responsabile dell'agguato di Trapani e applicazione del regime speciale, con procedimenti penali per tentato omicidio aggravato", lo "sfollamento urgente e massiccio degli istituti siciliani, a partire da Cavadonna e Trapani, ormai al collasso per sovraffollamento e carenza di personale" e "misure strutturali immediate come il divieto e sequestro di recipienti e materiali per contenere e riscaldare liquidi ustionanti nelle sezioni detentive a rischio e installazione urgente di reti e paratie antilancio". "Se da Roma e dal Provveditorato Regionale non arriveranno risposte immediate e atti tangibili entro le prossime ore - annuncia Nicotra - il Consipe proclamerà lo stato di agitazione nazionale e promuoverà clamorose iniziative di protesta a tutela della vita e della dignità dei colleghi. La Polizia Penitenziaria non farà più da scudo umano all'inerzia dello Stato". (ANSA).
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