Coldiretti Torino e Università insieme per la ricerca sulla qualità dell'aria

(ANSA) - TORINO, 14 APR - Coldiretti e Università insieme per la ricerca sulla qualità dell'aria. Si chiama proprio Aria - Allevamenti resilienti e innovativi per l'ambiente - (Strategie innovative per ridurre l'impatto ambientale degli allevamenti bovini) il progetto messo in campo in partnership da Coldiretti Torino e il dipartimento Scienze agrarie, alimentari e forestali dell'Università di Torino. Il progetto nasce con l'obiettivo di ridurre le emissioni di ammoniaca provenienti dagli allevamenti bovini, contribuendo al miglioramento della qualità dell'aria in linea con le normative europee e regionali. Al progetto partecipano anche Impresa Verde Cuneo e quattro aziende agricole tra Torinese e Cuneese e viene finanziato attraverso un bando regionale. "Di fronte alla demonizzazione degli allevamenti, continuamente accusati di essere i primi responsabili dell'inquinamento dell'aria - commenta il presidente di Coldiretti Torino e vicepresidente regionale delegato alla zootecnia, Bruno Mecca Cici -. Sappiamo che la zootecnia non è la sola responsabile delle emissioni di gas di ammoniaca nell'aria della Pianura Padana caratterizzata da grandi metropoli e da un traffico veicolare tra i più densi d'Europa. Eppure vogliamo fare la nostra parte. Per questo, abbiamo messo a disposizione le nostre aziende zootecniche per sperimentare nuovi sistemi di abbattimento delle emissioni alla fonte". "L'innovazione del progetto - spiega Elio Dinuccio, professore associato del Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e forestali dell'Università di Torino ed esperto di sostenibilità dei sistemi zootecnici - consiste nell'applicazione di additivi innovativi nella gestione del letame. Le soluzioni saranno validate scientificamente e testate direttamente in azienda, garantendo affidabilità e applicabilità concreta". Sebbene gli enzimi siano già impiegati in altri ambiti, come la digestione anaerobica e il trattamento delle acque reflue, la loro applicazione specifica al letame necessita di ulteriori prove e sviluppi, soprattutto in contesti reali di gestione degli allevamenti. (ANSA).
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