Cgil Potenza, il Cpr di Palazzo San Gervasio va chiuso

(ANSA) - POTENZA, 11 AGO - "Chiediamo piena luce sulla morte del giovane tunisino che si sarebbe tolto la vita ieri al Cpr di Palazzo San Gervasio (Potenza). A distanza di due anni dalla morte del giovane Oussama, un altro migrante perde la vita in quello che è un vero e proprio centro di detenzione. Più volte abbiamo denunciato le condizioni disumane in cui gli ospiti sono costretti a vivere e di cui i tragici fatti di ieri sono la punta dell'iceberg di un sistema fallimentare. Il Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio va chiuso". Lo afferma il segretario generale della Cgil Potenza, Vincenzo Esposito. "Già il Consiglio d'Europa sui Cpr italiani - sottolinea il rappresentante sindacale - aveva denunciato prassi non aderenti alla tutela dei diritti umani e carenze nelle procedure nonché la prassi dell'utilizzo di psicofarmaci con somministrazione attraverso la diluizione in acqua e cibo. Il sistema di detenzione per reati amministrativi per i migranti in attesa dei rimpatri è sbaglio ed è esclusivamente strumentale alle politiche restrittive e vessatorie del governo Meloni nella gestione del fenomeno migratorio. Ai Cpr - continua il segretario della Cgil potentina - si sono affiancati il decreto Cutro, gli accordi con l'Albania per esternalizzare di fatto le frontiere, la sospensione delle procedure per le persone di nazionalità siriana e la questione legata ai paesi sicuri nonché la gestione dei flussi per lavoro. Senza alcuna visione di insieme e progettuale che tenga conto delle esigenze lavorative, l'ingresso nel nostro paese e l' ipotesi di affidamento ai tribunali ordinari delle pratiche per la valutazione della richiesta di asilo, sottraendole alle sezioni specializzate. A ciò si aggiunge la sospensione del trattato di Schengen con la Spagna e l'isolamento dell'Italia rispetto alle politiche migratorie che meriterebbero invece un coordinamento tra i paesi Ue". "Torniamo a chiedere la chiusura dei Cpr a tutela dei diritti umani - conclude Esposito - e un sistema di gestione del fenomeno migratorio e di accoglienza che tuteli le persone garantendo strumenti di integrazione adeguati ad un paese democratico". (ANSA).
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