Cassazione sul processo a Irene Pivetti, 'è stata svalutata la sua difesa'

(ANSA) - MILANO, 01 OTT - La motivazione dei giudici che ha portato alla condanna è "viziata", perché "ha svalutato il contenuto dei documenti prodotti dalla difesa e valorizzato le dichiarazioni" di un teste "senza dar conto, ancora una volta, dell'effettivo vaglio di attendibilità delle stesse" e senza affrontare le "deduzioni difensive, reiterate anche in appello". Lo scrive la Cassazione nelle motivazioni della sentenza con cui, il 9 luglio, ha disposto un processo d'appello bis a Milano per Irene Pivetti, annullando con rinvio per un nuovo giudizio la condanna di primo e secondo grado a 4 anni per evasione fiscale e riciclaggio nella vicenda con al centro una presunta finta compravendita di tre Ferrari Granturismo, nel 2016, al gruppo cinese Daohe. "Sono grata ai giudici della Cassazione perché hanno letto le carte - ha spiegato l'ex presidente della Camera - e sono grata al mio avvocato che ha avuto più fiducia nella giustizia di me. Finalmente un collegio giudicante che si basa sui documenti. E il loro giudizio è chiaro: le accuse contro di me sono viziate da 'illogicità manifesta ... che disarticola l'ossatura del ragionamento probatorio'". E poi ancora cita altri passaggi delle motivazioni della Suprema Corte, in cui si parla di "un ragionamento probatorio instabile, privo di congruenza logica". E aggiunge: "Tradotto in linguaggio corrente: le accuse contro di me non stanno in piedi. Nessuno mi chiederà scusa per tutto quello che la mia famiglia ed io abbiamo sofferto, ma è bello vedere che a qualcuno ancora interessa la verità". Il legale di Pivetti, l'avvocato Filippo Cocco, spiega di essere "pienamente soddisfatto della sentenza, che credo abbia centrato il tema cogliendo il valore delle nostre argomentazioni difensive. Adesso - conclude - attendiamo fiduciosi il nuovo giudizio in Corte di Appello". (ANSA).
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








