Caso Corona-Signorini, i pm indagano su Google anche per ricettazione

(ANSA) - MILANO, 29 GEN - Viene ipotizzato anche il reato di ricettazione nel fascicolo scaturito dalla denuncia dei legali di Alfonso Signorini e con al centro l'accusa di diffamazione aggravata non solo nei confronti di Fabrizio Corona, ma anche di responsabili di Google, colosso a cui fa capo anche YouTube, dove vengono pubblicate le puntate di 'Falsissimo', format dell'ex re dei paparazzi. Da quanto si è saputo, infatti, la Procura di Milano, che ha aperto più filoni sul caso Corona-Signorini, sulla base delle querela degli avvocati Domenico Aiello e Daniela Missaglia, oltre all'ipotesi di diffamazione, contestata all'ex agente fotografico, per quegli attacchi a Signorini nei video, e in concorso anche ai responsabili di Google Italia e Google Ireland (sede centrale europea), sta vagliando anche quella di ricettazione. Ipotesi da valutare sempre in ordine a presunte responsabilità del motore di ricerca e in relazione al caricamento di quelle puntate. La ricettazione punisce, infatti, coloro che ricevono "cose provenienti" da illeciti "al fine di procurare a sé o ad altri un profitto". E bisogna tenere conto che Corona è indagato per revenge porn per presunta diffusione illecita di chat e immagini mostrate nei video. Intanto, la stessa Procura, sempre coi pm Mannella e Gobbis, sta indagando sui presunti abusi e ricatti denunciati dal modello Antonio Medugno e che avrebbe subito, secondo la sua versione, da Signorini. Inchiesta che passa anche attraverso il materiale acquisito da telefoni e dispositivi di Corona e non solo. (ANSA).
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