Carsen, 'il teatro libero è democrazia, proteggiamolo'

(di Daniela Giammusso) (ANSA) - ROMA, 20 SET - "Il più grande premio è che noi possiamo fare il teatro. Che abbiamo la libertà di farlo in questa nostra democrazia, che dobbiamo proteggere. Dobbiamo proteggere i nostri diritti: di parlare, di poter fare, di poter protestare, proprio come Antigone, contro l'ingiustizia. Ecco, il teatro è celebrazione della vita, ma serve anche a tutto questo". Così il regista canadese Robert Carsen, in un perfetto italiano, riceve il premio Le maschere del teatro italiano 2026, l'Oscar del palcoscenico andato "in scena" ieri sera all'Argentina di Roma e in diretta differita su Rai1, con la conduzione di Serena Autieri e Roberto Bannò. Ideato nel 2002 dal regista e direttore artistico del Teatro di Roma Luca De Fusco e dal giornalista e critico teatrale Maurizio Giammusso, recentemente scomparso, da 23 edizioni il premio celebra il meglio della stagione in 13 categorie e altrettante terne decretate da una giuria di esperti e poi votate da una giuria popolare di mille professionisti, appassionati e abbonati dei maggiori teatri nazionali. Miglior spettacolo di prosa della stagione è proprio l'Antigone, intensa e straziante con il volto di Camilla Semino Favro, ultimo capitolo (dopo Edipo Re ed Edipo a Colono) della trilogia di Sofocle che Carsen ha diretto per l'Inda di Siracusa. Arturo Cirillo vince invece per la Miglior Regia de Le false confidenze da Marivaux, che conquista anche il premio Miglior costumista a Gianluca Falaschi e Migliori luci a Pasquale Mari. Migliori attori protagonisti sono Luca Lazzareschi e Pia Lanciotti, entrambi per Morte di un commesso viaggiatore di Miller diretto da Carlo Sciaccaluga, che vince anche per le Scenografie di Anna Varaldo. Miglior attore non protagonista è Paolo Serra per Sabato, domenica e lunedì diretto da Luca De Fusco, mentre Giulia Lazzarini conquista la Maschera come Migliore attrice non protagonista per Miracolo a Milano e soprattutto due standing ovation di tutto l'Argentina. "Che una milanese debba venire a Roma per prendersi un applauso del genere… saranno tutti amici miei, con cui ho lavorato e con chi lavorerò - sorride felice lei, 92 primavere, minuta nell'aspetto, ma grandissima sulla scena - E' strano arrivare alla mia età e prendere un premio. E' una chiusura di un cerchio e l'apertura di un altro". E poi ancora, Elio Germano vince come Miglior interprete di monologo per La guerra com'è dal libro del fondatore di Emergency Gino Strada "Una persona alla volta". "E' una restituzione di numeri e parole, per smontare la propaganda che ci racconta che la guerra è giusta e necessaria - dice - E' una menzogna, perché chi la guerra l'ha vista rimettendo in piedi pezzi di umanità scomposta come faceva Strada, sa che non c'è ne nessuna guerra che serve agli esseri umani e che i soldi andrebbero spesi per altro, per la sanità, l'istruzione, per il teatro, per la cultura. Per la vita, non per la morte". E ancora, uno dopo l'altro, Miglior attrice emergente è Leda Kreider per Improvvisamente l'estate scorsa; le Migliori musiche sono di Andrea Nicolini per Lungo viaggio verso la notte; e Gabriele Di Luca è il Migliore autore di novità italiana per Misurare il salto delle rane. Ma questa edizione de Le Maschere è stata anche l'occasione per fare il punto sul Teatro italiano, a partire dall'appello del presidente Sergio Mattarella nel suo incontro con i finalisti al Quirinale. "La politica - rilancia ieri De Fusco, in veste di direttore artistico del Teatro di Roma - prenda atto di una sperequazione storica che la prosa subisce nell'ambito della spesa per lo spettacolo in Italia, rispetto alla lirica e al cinema" e che incide fortemente su "stipendi e dignità dei suoi lavoratori". "Sappiamo perfettamente che esistono delle sperequazioni - risponde durante la premiazione il sottosegretario Pietro Cannella - E' un percorso complesso, ma sul quale il Ministero è concentrato. Posso assumere l'impegno che ce ne stiamo occupando". Infine, Premio alla carriera del presidente di giuria da Gianni Letta a Massimo De Francovich; Premio Maurizio Scaparro al coreografo Angelin Preljocaj; e Premio Graziella Lonardi Buontempo a Daniele Cipriani, direttore artistico del Festival di Spoleto. (ANSA).
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