Canti e dialetti, giovani e anziani registrano i 'suoni' del Molise

Start-up contro lo spopolamento, 'costruiamo la nostra eredità culturale'

(di Antonella Salvatore) (ANSA) - CASACALENDA, 25 GEN - C'è un patrimonio che rischia di scomparire nel silenzio delle aree interne: i canti delle lavoratrici della terra, il suono del telaio, le voci dei vecchi artigiani, i dialetti che si parlano ancora oggi tra le mura domestiche ma non più nelle piazze, i suoni e i rumori del lavoro fatto con le 'mani d'oro' degli artigiani. Un tesoro che rischia di perdersi con l'ultima generazione che lo custodisce. Ma c'è anche un'altra urgenza, quella di dare un futuro ai laureati, di offrire loro una ragione per restare nella loro terra, piuttosto che partire. Per questo nasce 'Suoni del Molise - Soung Heritage Lab', start-up culturale che combatte lo spopolamento mettendo giovani e anziani gli uni accanto agli altri, nel tentativo di cristallizzare il 'suono' dell'eredità di una terra sempre più 'sola'. I comuni di Casacalenda, Larino e Civitacampomarano - piccoli paesi in provincia di Campobasso - hanno voluto investire risorse per trasformare i disagi in opportunità. L'idea alla base del progetto è quella di "formare un gruppo di giovani del territorio nelle tecniche di documentazione etnografica, audio-video e gestione culturale, e farli lavorare fianco a fianco con gli over 65 del territorio che diventeranno protagonisti attivi, non semplici testimoni, per raccogliere, preservare e valorizzare il paesaggio sonoro del Molise". "Crediamo fortemente in questo progetto - afferma la sindaca di Casacalenda, Sabrina Lallitto - perché rappresenta un'opportunità concreta per i nostri giovani di restare e lavorare nel territorio, valorizzando al contempo la saggezza e la memoria dei nostri anziani. È un modo innovativo di affrontare insieme lo spopolamento e la perdita del patrimonio culturale". Il cuore dell'iniziativa è la creazione di un museo del suono digitale e interattivo, una piattaforma innovativa dove confluiranno tutte le testimonianze raccolte: le interviste agli anziani, le registrazioni dei canti tradizionali, i suoni dei mestieri che non esistono più, i racconti in dialetto. Ma non si ferma qui. Il materiale, infatti, diventerà la base per costruire itinerari di turismo culturale ed esperienziale, dove i visitatori potranno vivere il territorio attraverso la sua memoria sonora, accompagnati proprio dai giovani formati e dagli anziani che, di quei ricordi, sono custodi. E poi ci sarà 'Echi del Molise', un festival alla sua prima edizione che trasformerà questi piccoli borghi in palcoscenico della tradizione e della contemporaneità. Il progetto può contare sulla collaborazione con l'Università del Molise per la formazione, la Fondazione Macte di Termoli per la direzione artistica, la Fondazione Molise Cultura, Molise Cinema e l'Agenzia Klaus per la produzione. E, soprattutto, sulla cooperativa giovanile 'Wayouth', che sarà il motore operativo dell'iniziativa e l'incubatore della futura impresa culturale. "Ora resta da aspettare l'esito del bando nazionale - conclude la sindaca Lallitto -. Se il progetto verrà finanziato, Casacalenda, Larino e Civitacampomarano potrebbero diventare un modello per tante altre aree interne del Paese, dove le stesse sfide come lo spopolamento, invecchiamento, perdita di identità aspettano risposte coraggiose e creative". (ANSA).

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