Biglietti Colosseo, confermata maximulta Antitrust a società 'accaparratrice'

(ANSA) - ROMA, 12 FEB - E' confermata la maximulta da 5,6 milioni di euro inflitta nell'aprile dello scorso anno dall'Antitrust alla società Getyourguide Deutschland Gmbh, a conclusione di un'istruttoria focalizzata sui servizi di biglietteria del Parco Archeologico del Colosseo e sulla prolungata indisponibilità di biglietti di accesso all'area, anche a causa dell'accaparramento tramite bot e altri strumenti automatizzati. Lo ha deciso il Tar del Lazio con sentenza. I giudici hanno ribadito che il procedimento era stato avviato dall'Antitrust sulla base di significative evidenze relative all'impossibilità per i consumatori di acquistare i biglietti per l'accesso al Parco Archeologico del Colosseo al prezzo base offerto sul sito di CoopCulture, concessionario e rivenditore ufficiale. Era infatti risultato - ricostruisce lo stesso Tar - che i titoli di accesso destinati ai consumatori risultavano sistematicamente esauriti nell'arco di pochi secondi/minuti dalla loro immissione in vendita, mentre continuavano ad essere reperibili, a condizioni economiche sensibilmente maggiorate, tramite i canali di distribuzione dei grandi tour operator. E la velocità con cui si esaurivano i biglietti appena messi in vendita palesava l'utilizzo abusivo di strumenti automatizzati. Il Tar ha ritenuto che, quanto alla qualificazione della condotta come aggressiva, "con ragionamento logico" l' Antitrust "ha valorizzato l'effetto combinato tra l'acquisto massivo automatizzato che ha provocato l'indisponibilità dei biglietti per il pubblico consumeristico e la contestuale rivendita a prezzi significativamente maggiorati, anche insieme ad altri servizi aggiuntivi". In sostanza, la pratica contestata è "lesiva delle scelte negoziali dei normali clienti, i quali hanno subito un chiaro condizionamento nelle loro scelte di acquisto, dato che erano costretti ad acquistare i biglietti a costi maggiorati (e abbinati servizi aggiuntivi) come offerti dai principali rivenditori secondari. Si tratta di una valutazione che è in linea con la giurisprudenza in materia". (ANSA).
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