Aggredita la vicesindaca di Silvi in Abruzzo, si dimette l'assessore

(ANSA) - SILVI, 30 SET - Un episodio di violenza avrebbe coinvolto ieri sera, a Silvi, la vicesindaca Luciana Di Marco e l'assessore all'Urbanistica Gianpaolo Lella, al termine di una riunione della maggioranza: secondo quanto riportato dagli organi di informazione, il confronto sarebbe degenerato in un'aggressione fisica ai danni della vicesindaca, che avrebbe successivamente fatto ricorso a cure sanitarie. Stamani Lella ha comunicato formalmente al sindaco le proprie dimissioni da assessore: la comunicazione è stata acquisita dall'Ufficio protocollo del Comune. Sulla vicenda sono intervenuti il sindaco Andrea Scordella, la Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo e diversi esponenti politici regionali. Il primo cittadino ha definito quanto accaduto "un episodio vergognoso", esprimendo solidarietà alla vicesindaca e sottolineando che "nessun comportamento che lede la dignità della persona può essere giustificabile". Scordella ha parlato anche di uno "scollamento" nei rapporti all'interno della giunta, ipotizzando possibili interferenze degli organismi provinciali e regionali dei partiti. Il sindaco non ha escluso singoli provvedimenti nei confronti degli amministratori né un possibile azzeramento della giunta, annunciando incontri con i responsabili locali dei partiti e con gli eletti della coalizione per verificare la possibilità di proseguire l'esperienza amministrativa. La Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo ha espresso "profondo sconcerto", precisando che, qualora i fatti riportati fossero confermati, si tratterebbe di un episodio di particolare gravità. "La violenza non può avere cittadinanza nelle istituzioni", afferma la Commissione, chiedendo piena chiarezza sulla vicenda. Condanna è arrivata anche dalla consigliera regionale di Fratelli d'Italia Marilena Rossi, che ha parlato di un fatto "inaccettabile sotto ogni profilo", e dai consiglieri regionali del Patto per l'Abruzzo, secondo i quali l'episodio non può essere considerato una semplice vicenda interna alla maggioranza. (ANSA).
Riproduzione riservata © La Nuova Venezia








