A Roma Accademia Bizantina con i Concerti Brandeburghesi

Il direttore Ottavio Dantone e l'ensemble alla Sapienza per la Iuc

(ANSA) - ROMA, 05 FEB - Accademia Bizantina, ensemble ravennate che sotto la guida del suo direttore e clavicembalista Ottavio Dantone ha raggiunto una posizione di primissimo piano a livello internazionale per le sue esecuzioni di musica antica filologiche e innovative, sarà a Roma il 7 febbraio alle 17:30 nell'Aula Magna della Sapienza per proporre musiche di Bach, Telemann e Carl Philipp Emanuel Bach. Solisti per questo concerto Marcello Gatti al flauto traversiere e Alessandro Tampieri al violino e alla viola d'amore. La nuova avventura artistica - discografica e poi concertistica - per Ottavio Dantone ed Accademia Bizantina è dedicata all'integrale dei Concerti Brandeburghesi di Bach, affresco musicale che qui per la prima volta viene affrontato per restituirne un'interpretazione culturalmente contestualizzata e trascinante: Baroque Anatomy #5 - The Eye, titolo del primo album, è il capitolo iniziale di un progetto suddiviso in tre album che si chiuderà entro il 2027. Il lavoro, corredato da video registrati durante le sedute di registrazione al Teatro Goldoni di Bagnacavallo, vuole comunicare la grandezza di Bach anche ad un pubblico nuovo. "L'idea - racconta Tampieri, ConcertMaster di Accademia Bizantina - è rimasta sul tavolo per diversi anni, in attesa di costruire un progetto di ampio respiro che potesse offrire il nostro punto di vista su questi capolavori. L'unicità e la grandezza di queste pagine richiede un'attenzione speciale e la sola 'semplice' registrazione dei sei Concerti ci era sempre sembrata riduttiva". Si è quindi pensato che sarebbe stato affascinante offrire all'ascoltatore un'esperienza dei Brandeburghesi 'immersiva', legando insieme brani di altri autori attinenti tra di loro per geografia, genesi, storia personale dei compositori e destinazione d'uso. Accademia Bizantina, nata a Ravenna nel 1984, indaga le regole del linguaggio stilistico barocco senza aggiungere, eliminare o trasformare, affidandosi ai suoni di strumenti antichi. Questo metodo interpretativo ha avuto inizio con l'arrivo, nel 1996, del suo direttore Ottavio Dantone, profondo conoscitore dei codici espressivi barocchi. (ANSA).

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