Addetti alle pulizie a rischio, scatta la protesta davanti a Zara al Valecenter

Il nuovo capitolato del gruppo prevede un taglio delle ore del 50 per cento. A scendere in campo Adl Cobas, che ha in piedi una vertenza nei confronti di Zara e che da 6 anni segue un gruppo di lavoratori dell’appalto delle pulizie e dello scarico dei camion dei negozi Zara di Verona, Marcon, Portogruaro, Udine e Bolzano

La protesta davanti a Zara al Valecenter di Marcon
La protesta davanti a Zara al Valecenter di Marcon

 

Addetti alle pulizie a rischio, scatta la protesta dei lavoratori, andata in scena sabato mattina, 6 giugno, davanti a diversi punti vendita del brand di fast fashion, tra cui al centro commerciale Valecenter di Marcon, all’interno del quale si trova il marchio.

A scendere in campo Adl Cobas, che ha in piedi una vertenza nei confronti di Zara e che da 6 anni segue un gruppo di lavoratori dell’appalto delle pulizie e dello scarico dei camion dei negozi Zara di Verona, Marcon, Portogruaro, Udine e Bolzano.

«A fine luglio» spiegano «scade l’attuale appalto, e ci è stato comunicato che nel nuovo capitolato d’appalto è stata prevista una riduzione del 50% delle ore per l’attività di pulizia e scarico. Questo vuol dire che i lavoratori che ad oggi svolgono lavoro full time verranno messi di fronte ad una riduzione del 50% delle retribuzioni».

Non solo: «Zara (o per meglio dire il gruppo inditex di cui Zara fa parte) ha chiuso l’esercizio fiscale 2025 con un fatturato di 39,9 miliardi di euro (+3, 2% rispetto al 2024) e un utile netto di 6, 2 miliardi di euro (+6%): si tratta del leader indiscusso del fast fashion e di certo non è una azienda in crisi. È una ristrutturazione industriale che prevede una progressiva riduzione delle attività nei punti vendita in favore dell’e-commerce per incrementare i già importanti introiti del gruppo, a spese dei lavoratori».

«No ai cambi che danneggiano i lavoratori» si legge negli striscioni che sventolano fuori dal negozio, nel bel mezzo della galleria dello shopping del colosso commerciale. E ancora: «Lotta dura senza paura».

La medesima vertenza vale non solo per Zara, ma anche per gli altri lavoratori del gruppo Inditex, vedi alla voce Bershka, Dutti, Oysho, Stradivarius, Pull&Bear.

«Siamo qui per protestare contro il nuovo capitolato di Zara, o cambio di appalto, dal primo agosto, che prevede il taglio degli orari dei lavoratori, da 8 ore a 4 ore e che comporterà una riduzione dello stipendio del 70 per cento e l’impossibilità degli addetti di lavorare qui» spiega Ruggero Sorci Adl Cobas.

«Parliamo di persone che hanno sempre lavorato full time e per le quali questa riduzione significa, di fatto, essere costretti alla porta. E ciò da parte di una azienda molto ricca, che ritiene accettabile tagliare gli stipendi per aumentare i profitti». Chiude Sorci: «Per noi invece non è accettabile e non possiamo permetterlo, quindi saremo qui fino a che non sarà fatta giustizia, tutte le volte che servirà».

La manifestazione si è svolta in contemporanea anche a Verona, per i negozi della Regione.

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