Youtuber alla preghiera islamica scatena il parapiglia
L’episodio è avvenuto al parco del Piraghetto. Lo youtuber ha tentato di disturbare i fedeli che stavano pregando, cantando l'Inno d'Italia e avrebbe spruzzato lo spray al peperoncino contro alcune persone

Ha calpestato il tappeto dell’imam, gli ha strappato il microfono e ha fatto il suo show con il panino alla mortadella in una mano e nell’altra il cellulare per filmarsi e mandare online le stories dei suoi video, facendo un bel po’ di visualizzazioni a spese dei fedeli musulmani della città.
Il blitz di Simone Carabella, influencer di estrema destra noto sui social per cercare lo scontro verbale e fomentare le tensioni sociali, specialmente quando di mezzo ci sono i musulmani, è andato in scena attorno alle 13 . Carabella, romani, è arrivato al parco Piraghetto (dove si ritrovano molti residenti della zona e fedeli del centro chiuso di via Piave che da un anno e mezzo pregano lì senza disturbare nessuno) all’ora della predica dell’imam, accompagnato dalla vannacciana Giovanna Luzzi, ed ha messo in atto la sua azione.
Il caso
Prima ha iniziato a filmare i musulmani seduti, intenti ad ascoltare l’imam come ogni venerdì, con i figli piccoli. Più di qualcuno non aveva capito cosa stava accadendo. Lui ha cantato l’Inno d’Italia a squarciagola, ha iniziato a provocare le persone riunite, poi è entrato nella zona dove sono posizionati i teli di plastica per sedersi, senza togliersi le scarpe e ha fatto il suo spettacolo, tentando in tutti i modi di fomentare i fedeli.
Samrat Abdullah, del centro Ittihad, gli si è avvicinato, compreso il suo intento, gli ha chiesto se per favore poteva mangiare il suo panino come tutti gli altri, seduto sulle panchine, pregandolo di parlare e capire quale fosse il problema. Ma lui ha continuato nella provocazione, accusandolo di avere cacciato dal parco delle donne con «le zinne di fuori». «Ci continuava a ripetere di andare via», racconta Samrat, «tornatevene a casa, questa terra è nostra, urlando sempre più forte. Ha calpestato il tappeto, è entrato nella zona della preghiera. Ho tentato di contenerlo, ma era interessato solo a fare i filmati provocando la comunità, così abbiamo deciso di chiamare le forze dell’ordine».
La fuga
Gli animi si sono scaldati, sul posto sono arrivati in forze i carabinieri e l’esercito, oltre alla Polizia locale e al referente della questura con il quale si interfaccia la comunità, regolarmente autorizzata a pregare il venerdì nell’area pubblica del Piraghetto, dove arrivano famiglie con bambini che giocano, ma anche molti mestrini. Verso il termine della preghiera il parapiglia, Carabella ha tentato in tutti i modi di provocare i fedeli, fintanto che alcuni di loro hanno cercato di acciuffarlo per mandarlo via. Per difendersi, l’influencer ha tirato fuori la bomboletta di spray al peperoncino che si era portato dietro. Nella concitazione ha colpito con la bomboletta un carabiniere e mirato contro un senegalese, che ha riportato problemi agli occhi e a un braccio.
Denuncia per aggressione
I militari assieme ai carabinieri hanno mantenuto l’ordine, cercando di dividere i contendenti e al contempo proteggendo entrambi gli schieramenti, per evitare che qualcuno si facesse davvero male. Alla fine lo youtuber è scappato a gambe levate, mentre i musulmani lo rincorrevano per il parco. Samrat Abdullah è poi andato nella caserma dei carabinieri di via Miranese, a due passi dal parco, a sporgere denuncia contro Caravella per aggressione, che sarà formalizzata con le testimonianze le foto e i video nelle prossime ore. Sul tappeto la posizione della vannacciana Luzzi, che lo ha portato in tour nei centri di culto, con l’intento di provocare i musulmani e che l’associazione vorrebbe querelare per gli stessi motivi. Nei video l’estremista influencer sostiene di essere stato aggredito dai musulmani e di essersi salvato per un pelo, e ringrazia le forze dell’ordine. L’unico identificato però, è lui.
Carabella, che era atteso ma non aveva rivelato quando sarebbe arrivato, ha tentato di disturbare i fedeli che stavano pregando, cantando l'Inno d'Italia, creando confusione e parapiglia, dicendo all'imam che non poteva stare al parco.
«Ci ha detto che ci voleva portare due donne in bikini, e poi vedevamo se continuavamo a pregare» ha detto l'imam Arif Mahmod «Sostenendo che non dovevamo stare là».
Al termine della preghiera ci sono state delle tensioni con alcuni fedeli, Carabella avrebbe spruzzato lo spray al peperoncino contro alcuni immigrati.
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