Ventuno intossicati nel rogo al condominio appiccato dal vicino, anche donne incinte e bambini
Contesa per un alloggio occupato nel palazzo del quartiere Circus di Chirignago, minacce con la mannaia poi la benzina. «Scendi che ti faccio a pezzi». L'uomo, fermato qualche giorno prima, è stato arestato

Ventuno persone sono finite in ospedale con i sintomi di un'intossicazione da fumo , tra loro bambini, donne incinte e un disabile: arrestato il responsabile. È il bilancio del rogo doloso appccato lunedì 16 febbraio sera in un condominio Ater in piazza Vittorino da Feltre , quartiere Circus, a Chirignago . Arrestato sul posto il responsabile, un giovane di origini rom.
L'incendio nella notte
Ad andare a fuoco, la porta di un appartamento del primo piano all'interno del quale viveva un'intera famiglia di albanesi e il loro figli piccoli. Una colonna di fumo nero è salita nell'intero vano scale, insinuandosi sotto alle porte negli appartamenti del blocco.
All'origine del rogo doloso un diverbio tra due giovani inquilini, entrambi occupanti abusivi. Un astio di lunga durata, di cui questo incendio sarebbe l'estrema conseguenza, nato per la contesa di una delle due abitazioni. Una rivalità tra singoli che però, nel corso dei mesi, si sarebbe allargata anche alle rispettive famiglie, anche loro da molti anni residenti nel fatiscente complesso a mezzaluna.
Da una parte la famiglia di rom, dall'altra i cittadini di origini albanesi.
Lunedì la chiamata ai vigili del fuoco è arrivata intorno alle 23: un appartamento bruciava e le case ai piani superiori erano invase dal fumo, le persone intrappolate. Quando sono arrivati i pompieri il rogo era già molto violento, aizzato dall'uso di molta benzina. A terra, i vetri del finestrone d'ingresso rotti dopo lo scoppio dovuto al calore.
Le tensioni continuano
I due coinvolti avrebbero iniziato a litigare poco prima. Un fatto non nuovo. Pare che tutto, questa volta, fosse cominciato con il lancio di una pietra , da parte del giovane albanese, contro la finestra di casa del cittadino rom. Il rivale però non avrebbe tardato a rispondere, scendendo nel piazzale con una mannaia in mano, sotto gli occhi impauriti di tutti i condomini che l'osservavano dalle finestre.
In preda alla rabbia avrebbe cominciato a colpire le porte dei garage e davanti agli appartamenti, ferendosi e sporcandoli di sangue. Si sarebbe poi avvicinato alla macchina di uno dei parenti del fratello del suo rivale albanese, residente anche lui nel palazzo, nel blocco a fianco.

Con un colpo secco prima gli avrebbe distrutto il lunotto, poi avrebbe provato a fare la stessa cosa anche con il finestrino del guidatore, ferendosi ancora. Un ultimo colpo anche contro la porta d'ingresso dello stabile. E tutto questo sotto gli occhi del fratello del rivale, che si era sporto dalla finestra. La minaccia udita da tutti: «Scendi che ti faccio a pezzi».
Poco dopo, tutto sarebbe degenerato, con l'uomo che, prendendo degli stracci e imbevendoli di benzina, avrebbe deciso di appiccare il fuoco direttamente all'appartamento del suo rivale albanese dove dentro c'era anche tutta la sua famiglia, messa in salvo poi dai vigili del fuoco con l'utilizzo della scala.
Minacce con il coltello
«Prima di appiccare le fiamme, David andava in giro con un grosso coltello. Gridava al fratello del suo rivale albanese di scendere di casa, lo minacciava di morte. Ha distrutto tutto quello che aveva a tiro» racconta un testimone. «Con lui c'erano anche sette ragazzi che gli stavano dando una mano. Alla fine ha dato fuoco all'appartamento con dentro tutta la famiglia, gridando “Dai, vediamo se adesso esci”, con il coltello in mano» continua, «David era anche stato già fermato. Venerdì scorso aveva dato fuoco al motorino di Elio, il ragazzo albanese. È una persona molto pericolosa, prendi farmaci, beve. Poteva andare molto peggio, poteva anche morire qualcuno».
Sul posto, la mattina, ci sono anche i familiari di David: «L'albanese ha rotto con una pietra la finestra di casa di mio nipote» spiega il nonno. «I vetri si sono rotti e sono finiti sul viso di uno dei figli. Un bambino piccolo. Una cosa imperdonabile», spiega. Suo nipote David è stato arrestato subito dopo l'incendio, ora è a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Le indagini
Per il fatto è stato aperto un fascicolo per incendio doloso. Tutti gli inquilini dei dieci appartamenti del blocco sono stati fatti uscire dallo stabile, 21 (tra cui dieci bambini, donne incinte e una persona disabile) sono finiti in ospedale tra Mestre, Dolo e Mirano per intossicazione. Nessuno è grave, ma tutti sono sotto shock. In attesa della messa in sicurezza dello stabile, per cui saranno necessari almeno un paio di giorni, cinque famiglie sono ospitate in albergo, altre da amici o parenti. Le case sono agibili, ma l'aria è irrespirabile. La famiglia degli albanesi, abusiva nello stabile, non è ancora chiaro se vi farà ritorno.—
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